Si dice che bisogna informarsi per poter deliberare. Chi non conosce i fatti non riesce a capire le dinamiche politiche e sociali della società. Ebbene, pochi sanno che il 1° luglio scorso, il Governo ha emanato un decreto legge, il n° 78, in cui l’articolo 11 mette il bavaglio a tutti coloro che per legge sono autorizzati a produrre dati in modo indipendente: Istat e Banca d’Italia. Queste istituzioni dovranno raccogliere i dati statistici, ma poi non potranno più renderli pubblici come è sempre stato, ma dovranno comunicarli ad una banca dati della Presidenza del Consiglio, il quale poi deciderà di sua sponte come e quando farli conoscere ai cittadini. Questo fatto è l’ennesima dimostrazione di come Berlusconi e i suoi maggiordomi intendono la libertà di informazione. Per cui, dopo le minacce al governatore Draghi, le reprimende all’Istat, perchè diffondevano dati allarmistici e non ottimistici come esigeva il Re Sole di Arcore, ora, con questa leggina, il governo potrà renderli pubblici nei tempi e nei modi che riterrà opportuno. State certi che saranno in linea con l’ottimismo di facciata predicato da Berlusconi e contro il cosiddetto catastrofismo dei dati reali delle istituzioni nazionali e internazionali.
8 luglio 2009
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