In questi ultimi tempi c’è qualcosa che non mi torna sull’informazione.
Sembra che il Paese stia sprofondando dalle ultime sei settimane.
Leggo i giornali, guardo la televisione e sento un’atmosfera grave.
Economisti di fama, stanno lanciando l’allarme sul pericolo che l’Italia da ottava potenza industriale del mondo passi alla ventesima.
La Cisl e la Uil rispetto a qualche settimana fa in cui sembravano, per usare un vecchio termine, la cinghia di trasmissione del vecchio governo, sono ora sulle barricate assieme alla Cgil.
L’Istat dice che un quarto della popolazione è a rischio povertà, specialmente tra i giovani tra i 18 e i 24 anni.
Il 16% delle famiglie arriva con difficoltà a fine mese.
Le fabbriche chiudono e portano il lavoro fuori dall’Italia, vedi l’Omsa di Faenza che ha delocalizzato la produzione in Serbia lasciando sulla strada centinaia di lavoratrici.
La disoccupazione giovanile è alle stelle.
Molti lavoratori sono da settimane sopra i tetti per protestare contro i licenziamenti.
I consumi di fascia medio bassa sono in netto calo, mentre tengono quelli di fascia alta e la forbice della disuguaglianza si sta allargando.
L’evasione fiscale ha raggiunto vette che nessun Stato al mondo può sopportare.
Il livello di corruzione ci ha portato al 69esimo posto nel Mondo, in compagnia di Stati che un tempo consideravamo Paesi non molto civilizzati del terzo e quarto mondo.
Una situazione che definire fallimentare è voler minimizzare i fatti.
I media, non solo berlusconiani, da qualche settimana stanno dipingendo un quadro catastrofico solo da quando il Caimano non è più presidente del Consiglio.
Il capogruppo PDL alla Camera, il piduista Cicchitto, dichiara pensoso e preoccupato che ora il governo Monti deve fare le liberalizzazioni e le privatizzazioni. Sembra che questo Cicchitto sia stato in tutti questi anni chiuso in un convento di clausura e non sapesse nulla su ciò che faceva l’altro Cicchitto, quello che assieme ai suoi complici ha gestito il Paese negli ultimi anni agli ordini del suo padre – padrone, Berlusconi.
Tremonti, rilascia interviste televisive e alla carta stampata, sdottorando sui provvedimenti che avrebbe preso per uscire dalla crisi se fosse lui a decidere. Dimenticando di essere quello stesso Tremonti capo indiscusso del comparto economico finanziario dei governi Berlusconi per 7 degli ultimi 10 anni, mentre chiunque non abbia l’anello al naso sa che Tremonti è, assieme al suo còrreo Berlusconi, quello che ci ha condotto in questa grave situazione economica finanziaria.
La Lega e Bossi starnazzano contro tutto e tutti.
Maroni dice che si sta divertendo. Beato lui.
Durante le passate festività, ho visto un servizio televisivo di una manifestazione leghista in quel di Bergamo. Sul palco erano presenti tutti i ras leghisti conciati come se fossero appena calati dalle montagne dopo una transumanza, con maglioni e camicie impossibili. Calderoli pareva uscito da un cartone animato di Asterix, tanto era improbabile.
Ma questo abbigliamento non è dovuto al caso.
Molto probabilmente, addobbandosi in quel modo e abbandonando l’abito ministeriale, vogliono far dimenticare ai loro elettori i lunghi anni in cui hanno vissuto con molto piacere gli agi del potere romano.
Bossi poi, ha bofonchiato i soliti refrain riportando pure alla luce un termine un tempo abusato: terun, terrone, riferendosi al presidente Napolitano.
Insomma, ci troviamo in una situazione paradossale.
Il mondo gira al rovescio.
I carnefici si trasformano in vittime.
E allora mettiamo qualche punto fermo indiscutibile.
A parte il costo dei carburanti che è già aumentato con la manovra di Monti per le accise, tutti gli altri aumenti previsti nella manovra dal nuovo governo, devono ancora far sentire i loro pesanti effetti. Ad esempio quella tassa del 6% sulle vincite dei giochi d’azzardo gestiti dallo Stato, Gratta & vinci, lotterie e simili, che è scattata il 1° gennaio, è stata introdotta nella scorsa estate dal governo Berlusconi.
LE TASSE ATTUALI SONO ANCORA FARINA DEL SACCO DEL GOVERNO BERLUSCONI.
L’istat dice che siamo in recessione, che il Paese non cresce. Ma è da luglio scorso, dal terzo trimestre che l’Italia ha una crescita negativa e in quel periodo mi pare governasse il Caimano, quello che trovava i ristoranti sempre pieni.
Berlusconi, si lamenta della manovra di Monti perché aumenta le tasse, mentre chi ha un briciolo di memoria sa che il suo governo, solo nel 2011, aveva fatto ben 4 manovre economiche con nuove pesanti gabelle per i cittadini nel vano tentativo di riequilibrare i conti.
INSOMMA,BERLUSCONI E BOSSI VOGLIONO RICREARSI UNA NUOVA VERGINITA’,FACENDO AFFIDAMENTO ALLA NOSTRA POCA MEMORIA E COSI’ SALVARE LA LORO PELLE POLITICA.
Cerchiamo di non farci prendere in giro!
Teniamo gli occhi bene aperti!
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