Sicuramente molti di voi avranno sentito parlare dei 131 cacciabombardieri F-35 Joint Strike Fighter che l’Italia intende acquistare e che, secondo i protocolli firmati nel 2002, ci verranno consegnati entro il 2023. Il costo preventivato allora era di circa 15 miliardi di euro. Somma importante, ancora più importante in un periodo di crisi gravissima in cui si dibatte il Paese.
Al progetto F-35 erano interessati otto Paesi. L’azienda capofila che ha elaborato il progetto è l’americana Lockheed. Il megaprogetto prevedeva la costruzione di 3.200 cacciabombardieri, di cui 2.443 solo per gli Stati Uniti.
Le versioni di questo aereo sono tre denominate: A – B - C.
Dei 131 F-35 l’Italia ha scelto 22 caccia del tipo B, quelli a decollo corto e ad atterraggio verticale per la nuova portaerei Cavour che ha un ponte corto e può utilizzare solo questo tipo di aerei. Tutto il progetto della Cavour è in funzione dell’acquisto di questo caccia, e così paradossalmente abbiamo speso 1 miliardo e 300milioni di euro, il costo della portaerei, in funzione di un aereo che esisteva solo sulla carta e che ora si rivela un progetto pieno di grossi difetti.
Infatti, il Pentagono americano che sta esaminando i prototipi degli F-35 ha chiesto 725 correzioni dai progetti originali, facendo naturalmente lievitare i costi per cui Israele, Danimarca, Canada, Norvegia, Gran Bretagna e lo stesso Pentagono americano, hanno tagliato i loro acquisti programmati.
John Mac Cain, l’ex candidato repubblicano battuto da Obama, riferendosi al progetto degli F-35 ha dichiarato che è un disastro.
L’ex ministro della Difesa, Robert Gates, sostituito qualche mese fa da Leon Panetta, sempre a proposito degli F-35, un anno fa dichiarava: “Sto mettendo l’F-35B, quello a decollo corto e atterraggio verticale, sotto osservazione per 2 anni. Se non riusciremo in questo arco di tempo a rimetterlo in carreggiata in termini di prestazioni, costi e tempi, allora credo che il progetto dovrebbe essere cancellato”.
Con queste premesse, mi pare inevitabile ripensare a tutta la questione. Se questo costosissimo aereo non funziona e le centinaia di modifiche richieste sono li a testimoniarlo, il governo Monti dovrebbe bloccarne l’iter d’acquisto immediatamente. Le penali da pagare sono minime rispetto ai tanti miliardi che si dovrebbero versare fino al 2023, anno della consegna dell’ultimo F-35. L’F-35 è diventato il cacciabombardiere più costoso della storia, tant’è che con le tante modifiche richieste, il costo di ogni velivolo, secondo molti esperti, dovrebbe aggirarsi sui 200milioni di euro cadauno.
Fate un po’ di conti e avrete un totale spaventoso.
Ma non solo, con questi cacciabombardieri tra 5-10 anni l’Italia diventerebbe la seconda potenza all’interno della NATO relativamente ai caccia d’attacco con l’antiradar.
Mi chiedo e dovremmo chiederci che senso abbia tutto questo!
O noi siamo i più bravi, i più furbi, i più intelligenti rispetto a quei Paesi che stanno riconsiderando o annullato l’acquisto di questo cacciabombardiere, oppure coloro che vogliono continuare nel progetto d’acquisto dell’aereo hanno motivazioni che sfuggono alla logica più elementare.
Ma dopo queste premesse è bene sapere chi ha fortemente voluto sia la portaerei Cavour sia colui che da capo di Stato maggiore ha firmato i primi protocolli d’intesa per gli F-35.
E’ l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, SI, proprio l’attuale ministro della Difesa del governo Monti.
Questo ammiraglio difficilmente retrocederà nei suoi disegni senza un’opinione pubblica che lo costringa a fare marcia indietro.
Serve che i cittadini, tutti, si muovano e chiedano a gran voce di ritirarsi da questa costosa avventura.
Perché c’è un’altra questione aperta.
La nostra Marina Militare ha ordinato dieci fregate della classe “Fremm” al costo di 6 miliardi. Molti esperti del settore hanno espresso delle perplessità perché dieci navi sono tante ma anche perché, come scrive la Repubblica, costano molto di più di quanto le paghi la Marina Militare francese.
Pensate se risparmiassimo questa barcata di denaro pubblico, quanti asili nido, scuole materne, infrastrutture varie si potrebbero costruire. Quanta ricerca, innovazione si potrebbe fare anche nel nostro Paese; avere una sanità migliore, degli ospedali più decenti.
Credo sia meglio un aereo in meno e avere un ospedale in più!!
Naturalmente io non ho nessuna prova che qualcuno si sia intascato delle tangenti su tutti questi acquisti, ma in quest’Italia dove la corruzione ci costa 60miliardi all’anno, tutta questa girandola di miliardi potrebbe aver messo appetito a molti personaggi che ruotano attorno a queste commesse.
Andreotti, uno che con queste cose aveva dimestichezza diceva: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
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