giovedì 26 gennaio 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 25 gennaio 2012

So che molti sono in disaccordo con le mie opinioni nelle mie “Isole”.
E credo, anche, che questa nuova sarà ancora più indigesta perché tocca un argomento che scotta: dare la cittadinanza italiana ai figli nati in Italia da genitori stranieri. La cosiddetta: “Jus soli”.
Sono cosciente che sulla questione solo una minoranza è favorevole e moltissimi altri la vedono come fumo negli occhi, ma questo non mi ferma.
Ho sempre detto quello che penso.
Sono un uomo libero ed esprimo le mie opinioni anche se sono scomode.
E ora andiamo alla questione.
Tempo fa il presidente Napolitano, in un incontro pubblico dichiarò: “E’un’autentica follia non concedere la cittadinanza ai bambini figli di immigrati che sono nati in Italia ma che non diventano italiani”.
Naturalmente questa esternazione suscitò reazioni contrastanti, anche violente.
Napolitano ha poi sottolineato che i nati in Italia da genitori stranieri sono oltre 500mila, e sono quasi 1 milione i minorenni sempre stranieri residenti in Italia di cui 700mila educati nelle nostre scuole ma privi di cittadinanza e quindi senza diritti e doveri riconosciuti.
Sono numeri importanti che la politica ha il dovere di risolvere.
Abbiamo dei ragazzi nati e cresciuti nel nostro Paese, che parlano i nostri dialetti, che studiano nelle nostre scuole, che conoscono le nostre tradizioni, cresciuti assieme ai i nostri figli, insomma, ragazzi italiani a tutti gli effetti, ma che per le nostre leggi non lo sono e restano figli di Paesi stranieri che non hanno mai visitato.
E’ una situazione senza senso che deve essere risolta e non solo per un fatto di civiltà.
Chi nasce in Italia da una coppia di stranieri ha una sola finestra per prendere la cittadinanza italiana: devono inoltrare la richiesta di cittadinanza pagando 200 euro, nell’anno che va dal compimento dei 18 fino ai 19, come previsto dal pacchetto sicurezza di Maroni. Altrimenti, senza cittadinanza, diventando maggiorenne e non trovasse lavoro o non studiasse, questo ragazzo nato e cresciuto in Italia, diventerebbe un irregolare e quindi potrebbe essere espulso dall’Italia e spedito nella patria d’origine dei suoi genitori che evidentemente non è mai stata sua.
Nella legge Maroni c’è poi una clausola incredibile: questi giovani, figli di immigrati stranieri, devono risiedere ININTERROTTAMENTE in Italia e poterlo dimostrare magari con certificati di vaccinazione, con la frequenza scolastica, perché basta aver fatto una vacanza magari nel Paese d’origine dei genitori, oppure aver fatto una gita scolastica di pochi giorni all’estero o non aver notificato un cambio di residenza, per compromettere la possibilità di ottenere la cittadinanza.
Il giovane nato in Italia da genitori stranieri, secondo la legge italiana, per poter aspirare di diventare cittadino italiano, PRIMA DELLLA MAGGIORE ETA’, NON DEVE MAI USCIRE dal Paese.
Mentre ad esempio in Francia, i figli di genitori stranieri, al raggiungimento della maggiore età diventano automaticamente francesi se a tale data è residente nel Paese, e se lo è stato per un periodo non necessariamente continuativo di 5 anni a partire dall’età di 11.
Certo, nel nostro Paese da diversi anni si respira un’aria malsana.
La Lega ha sparso a piene mani il veleno della xenofobia e del razzismo.
Sono diventate icone anti immigrazione personaggi come la giornalista e scrittrice, Oriana Fallaci, che da giovane era stata una paladina della cultura della libertà e che in età avanzata ha dichiarato una sua guerra personale contro gli immigrati in special modo musulmani riuscendo a dire, dopo che fu ventilata l’idea di costruire una moschea a Firenze: “ Se sarò ancora viva andrò dai miei amici di Carrara. Lì sono tutti anarchici. Con loro prendo gli esplosivi e faccio saltare in aria la moschea”.
E ora ci si mette pure Beppe Grillo che nel suo blog scrive: La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. Continuando poi con altre farneticazioni.
Insomma la “Jus soli” usata come un manganello.
Come fa la Lega Nord, che da sempre cavalca la paura per il diverso, per l’immigrato, come valvola di sfogo per nascondere il suo totale fallimento politico di questi ultimi vent’anni.

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