Da notizie giornalistiche, Bruno Vespa, il conduttore di “Porta a porta”, gira con la scorta armata e la sua auto è dotata di lampeggiante blu e sirena. Tutto questo mi sembra più una questione di status symbol, che di vera necessità. Non credo ci sia nessuno, anche se per molti Vespa è antipatico, che possa attentare alla sua incolumità fisica. Se la notizia fosse vera, anche altri conduttori di talk show politici come, Floris, Santoro e altri ancora,dovrebbero essere dotati di scorta. Però c’è un personaggio che secondo me è in grave pericolo: è il giornalista Marco Travaglio. Dopo gli incredibili linciaggi di Cicchito alla Camera, i killeraggi mediatici sulle Tv pubbliche e private, sulle pagine del Giornale della famiglia Berlusconi e di Libero, dove veniva indicato come il mandante morale, assieme al leader di IDV Antonio Di Pietro, dell’aggressione a piazza Duomo a Berlusconi, molte persone con la mente debole, potrebbero aggredire il giornalista. Mi rendo conto che non passa neppure nell’anticamera del cervello a questo governo di tutelare l’incolumità di Travaglio. Ma visto che comunque questo è l’esecutivo di “tutti” gli italiani, anche di quelli che lo manderebbero volentieri a casa, il ministro Maroni avrebbe il dovere istituzionale di valutare se il giornalista de "il Fatto Quotidiano" sia nella condizione di pericolo per assegnargli una scorta, onde evitargli possibili attentati o aggressioni.
Per quanto riguarda Antonio Di Pietro, egli già ne dispone di una sua.
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