sabato 30 maggio 2009

L'isola 39 (25 marzo 2009). Ente provincia di Pordenone ingiusta. La saga dei fratelli De Anna. Le acrobazie di A.Tubaro.

L'isola 38 (18 marzo 2009). Condono e carceri. Primato mondiale di "Auto Blù". Lega: da Roma ladrona a Roma padrona.

L'Isola 37 (11 marzo 2009). Le bugie della Gelmini. Libera Caccia per tutti. Problemi nell'ospedale di S.Vito al Tagliamento.

mercoledì 27 maggio 2009

L'Isola 36 (4 marzo 2009). L'Italia va a rotoli e il Re Sole di Arcore e Tremonti sono in altre faccende affaccendati.

Le menzogne berlusconiane

Una settimana fa abbiamo scoperto, grazie alla trasmissione “Annozero”, che il termovalorizzatore di Acerra, località vicino Napoli, è in fase di collaudo e che, se tutto va come previsto, potrà andare a regime nel gennaio del 2010. Quando il 26 marzo scorso i TG nazionali avevano dato la notizia con servizi trionfalistici sulle capacità quasi taumaturgiche del Capo del governo, per aver portato a termine un’opera, dice lui, indispensabile per risolvere l’emergenza rifiuti a Napoli e della Campania in così breve tempo, avevano quindi mentito. Come hanno ovviamente e spudoratamente mentito, Berlusconi e Bertolaso. Ricordo che tutti i TG avevano mandato in onda il filmato in cui Berlusconi, invitato da Bertolaso, schiacciava il pulsante che avrebbe dovuto far partire l’impianto. Ora sappiamo che era un imbroglio, come è un imbroglio che Napoli e la Campania sono state ripulite dai rifiuti. Se volete saperne di più, vi consiglio di connettervi sul sito www.ilpaesedeifuochi.it ,(scoprirete così perchè hanno dato questo titolo al sito), dove viene da mesi monitorata la realtà dei rifiuti napoletani e campani, che è un’emergenza lungi dall’essere risolta.
Poi lunedì scorso all’”Infedele” di Gad Lerner, l’on.Gabriella Carlucci del PDL si è permessa di ribadire la balla sul termovalorizzatore di Acerra , aggiungendo che Berlusconi ha risolto l’emergenza rifiuti di Napoli e della Campania, continuando, sempre più paonazza, che il Re Sole di Arcore è stato l’italiano più inquisito e assolto della nostra storia patria. E’ una tecnica ormai abusata dai rappresentanti berlusconiani quando partecipano ai dibattiti televisivi: ripetere come un mantra questi slogan anche se sono delle macroscopiche bugie. Su Acerra e l’emergenza rifiuti in Campania, come abbiamo visto, la situazione è ancora tutta in alto mare. Per quanto riguarda i processi e le assoluzioni di Berlusconi, le affermazioni della Carlucci sono delle palesi menzogne visto che il suo Boss si è fatto leggi ad personam per uscire dai suoi processi, per 6 volte se l’è cavata con le prescrizione e poi con la ciliegina del “lodo Alfano” ha risolto alla radice i suoi problemi giudiziari rendendosi, come il Re Sole, immune dalle leggi. E così, nell’ultimo processo in ordine di tempo in cui era accusato di aver corrotto un testimone nella persona dell’avvocato inglese Mills, condannato poi a 4 anni e 6 mesi, per essersi fatto corrompere, la posizione processuale di Berlusconi, è stata stralciata grazie a questa legge. Purtroppo devo dire che in studio all’”Infedele” nessuno dei presenti ha ricordato alla Carlucci questi semplici, inconfutabili fatti e così i telespettatori che non seguono in modo costante ed informato le vicende politiche del nostro Paese, sono e saranno ancora convinti, che Berlusconi sia una vittima della magistratura e dei giornalisti comunisti come Sandro Ruotolo che da Acerra ha scoperto la bufala berlusconiana . Così va l’informazione in Italia. Una menzogna ripetuta più volte, come insegnava Goebbels il ministro della comunicazione di Hitler, diventa una verità. Anche se sono delle clamorose balle, nascondendo i fatti, le menzogne diventano credibili.
Svegliamoci prima che sia troppo tardi.

La xenofobia della Lega

Lettera pubblicata dal Messaggero Veneto.

In che Paese viviamo? La Lega Nord vuole fare dei picchetti davanti all’ospedale di Pordenone se saranno ancora curati i clandestini. Questo fatto sottolinea in modo inequivocabile il carattere xenofobo della Lega. Il capogruppo leghista in Consiglio regionale, Narduzzi, esprime concetti che dovrebbero far rabbrividire le persone civili, i cittadini per bene. Minacciare di attuare un “picchetto” davanti ad un ambulatorio dell’ospedale di Pordenone adibito alle cure degli immigrati irregolari, per denunciarli alle forze dell’ordine, mi sembra un’azione degna del Ku Klux Klan dell’Alabama razzista. Usare frasi come:”segnaleremo alle forze dell’ordine tutti gli immigrati che si recheranno all’interno. Ci opponiamo con fermezza alla prestazione delle cure sanitarie a clandestini”, si commentano da sole. Certo, battersi per uno stretto controllo dei flussi migratori è indispensabile, come lo è contrastare l’immigrazione irregolare, perché lo stato di clandestinità porta quasi inevitabilmente verso la micro o macro criminalità, ma non sono certamente questi i metodi. In Parlamento stanno per essere approvate delle leggi che non esito definire disumane. Ad esempio, sul decreto “Sicurezza”, in questi giorni in discussione alla Camera, questa destra sta cercando di modificare un articolo della “Bossi – Fini” che costringerà gli immigrati, in tutti i loro rapporti con le amministrazioni pubbliche, in particolare negli atti di stato civile e le iscrizioni scolastiche, a presentare il permesso di soggiorno. Pertanto se l’immigrato non potrà dimostrare la regolarità del suo soggiorno in Italia, non potrà sposarsi, riconoscere i propri figli, iscrivere i propri figli a scuola e non potrà neanche morire in pace. Attualmente per iscrivere un bambino a scuola era richiesta una documentazione, tra cui i certificati di vaccinazione, ma non era previsto il permesso di soggiorno del genitore extracomunitario. Ora, se non lo presenterà, con la nuova legge, il preside sarà costretto a denunciarlo alle autorità. Prendersela con i bambini, impedire loro di andare a scuola è un comportamento vile, degno di piccoli uomini.
E così, se questa porcheria diventerà legge, tra qualche anno, avremo una generazione di bambini fantasma che vivono nel nostro Paese, ma che per l’anagrafe e la scuola italiana continueranno a non esistere. E poi quando muore un migrante irregolare non se ne potrà denunciare la scomparsa, né fare il funerale, né la cremazione. Questa persona, per il nostro Paese, non è mai esistita e quindi che fine farà i suo corpo? Come vedete, quello che solo un paio di decenni fa era inimmaginabile avesse potuto trovare spazio nella nostra società, ora sta avvenendo sotto i nostri occhi come fosse la normalità. Anzi, i cosiddetti “benpensanti” vorrebbero, per chi entra nel nostro Paese illegalmente per sfuggire a guerre e miserie, fossero usati metodi di un passato buio che pensavamo sepolto per sempre. E poi la chiesa Cattolica. Come possono le gerarchie ecclesiastiche stare in silenzio quando vengono poste in essere queste scelte? Chi ricorda ai propri fedeli la parabola “del buon samaritano”, come può accettare queste aberrazioni? Perché i vescovi, i cardinali, il Papa non alzano la loro voce dicendo, dall’alto del loro magistero, che chi agisce così si colloca automaticamente fuori dalla comunità cristiana? Se, sulla questione immigrazione, la chiesa Cattolica non prenderà una posizione forte e netta, su un problema drammatico che coinvolge milioni di poveri cristi che vengono nell’opulento occidente, non per delinquere, ma solo per cercare una vita decente, sarà una Chiesa che ha perso il senso vero della sua missione: la carità cristiana.

Odissea sulla PINAR di 150 derelitti e il Papa sta a guardare.

Lettera pubblicata dal Messaggero Veneto il 20/04/2009




Da qualche giorno una nave mercantile turca, con circa 150 migranti a bordo salpati con una “bagnarola” dalla Libia e salvati da questa nave da un naufragio certo, è da giorni in mezzo al canale di Sicilia perchè le autorità maltesi e italiane non permettono che la nave attracchi in un loro porto. Il comandante turco grida che questi poveracci “sono stanchi e disperati, hanno affrontato il deserto, le violenze in Libia, hanno rischiato di affondare, li abbiamo salvati su richiesta dei maltesi e degli italiani e adesso ci vogliono far morire tutti?” La portavoce per i rifugiati delle Nazioni Unite, Laura Boldrini, ha lanciato un accorato appello affinché l’Italia o Malta autorizzino lo sbarco di questi poveri cristi in un loro porto. Pare, però, che le autorità italiane e maltesi siano sorde a questa richiesta. In questo dramma manca un protagonista: la chiesa Cattolica, il Papa. Il silenzio assordante delle gerarchie ecclesiastiche vaticane sulla via crucis di questi 150 derelitti, è incomprensibile vista la posizione che la chiesa Cattolica aveva recentemente assunto sul caso del calvario di Eluana Englaro. Hanno chiamato assassino il padre Beppino, hanno bollato questo padre come snaturato, di essere un cultore della morte, mentre la chiesa cattolica è per la vita, sempre. Ebbene, per questi disgraziati, ad oggi, non hanno speso una parola. Non hanno fatto nessuna pressione sul governo italiano. E noi sappiamo quanto vengano tenute in considerazione da Berlusconi e soci le richieste che arrivano da oltre Tevere. Forse per il Papa, 150 africani non giustificano una sua prolusione pubblica. Meritano più attenzione i finanziamenti statali alle scuole cattoliche, l’abolizione dell’ICI per i loro tanti immobili commerciali. Per il segretario di Stato Vaticano Betori, il cardinale che è arrivato poco tempo fa con autista e limousine nera ad una cena con i potenti politici ed economici del nostro Paese nella casa romana di Vespa, 150 neri africani, disperati, affamati e assetati non meritano una sua decisa presa di posizione per cercare di salvare quelle vite umane?