Quante volte i capi leghisti hanno tuonato contro “Roma ladrona”. E’ lo slogan più usato dalla Lega. Poi, però, quando devono decidere nel governo nazionale e nel Parlamento, questo slogan rimane un guscio vuoto, diventano bravi soldatini e votano tutto ciò che gli viene ordinato dal capo supremo di Arcore.
Un esempio recente?
Il governo Berlusconi, dopo il finanziamento di 500 milioni di euro elargiti qualche mese fa per Roma capitale, nell’ultima finanziaria ne ha stanziato altri 600. Mentre la stragrande maggioranza dei comuni italiani sta boccheggiando per i tagli di Tremonti, Roma ladrona, con il sostegno determinante della Lega, viene privilegiata con finanziamenti di questa entità. Senza dimenticare che nel recente passato, anche Catania con 140 milioni e Palermo con 100milioni, sono stati gratificati con questi cospicui finanziamenti. Il motivo di tanta attenzione potrebbe nascere dal fatto che sono città amministrate da giunte di destra? Mah!
Quindi, signori (si fa per dire) leghisti, un po’ di pudore quando urlate i vostri slogans. Anche se i media, TV e giornali, generalmente non danno queste notizie e quindi i cittadini vengono facilmente raggirati, prima o poi dovrete rendere conto di questi imbrogli perpetrati a danno di molti cittadini creduloni.
martedì 8 dicembre 2009
lunedì 7 dicembre 2009
Delibera giunta prov. di Pordenone
Così recita l’oggetto della proposta poi approvata dalla giunta provinciale di Pordenone il 26 novembre scorso: Lavori di sistemazione della sala consiliare della sede della Provincia. Nuova disposizione dei banchi del Consiglio Provinciale. Approvazione progetto esecutivo. Costo dell’intervento: 76 mila euro.
Per parlare in termini semplici, la sala Consiglio, inaugurata pochissimi anni fa, nasce da un progetto che, com’è evidente, si rivela sbagliato, per cui si dovranno spendere 150 milioni di vecchie lire per metterci una pezza e rendere questa sala più funzionale. Come cittadino pordenonese mi pongo allora delle domande: chi sono coloro che hanno fatto questo errore progettuale? Quale giunta ha scelto questa soluzione rivelatasi poi errata? In tal caso saprei chi ringraziare per questo sperpero di denaro pubblico speso per risistemare un manufatto costruito solo alcuni anni fa. Devo ricordare a chi amministra soldi pubblici, che il denaro dei contribuenti deve essere speso con più oculatezza rispetto al proprio. Purtroppo non sempre questa massima viene rispettata.
Tanto paga sempre Pantalone.
Per parlare in termini semplici, la sala Consiglio, inaugurata pochissimi anni fa, nasce da un progetto che, com’è evidente, si rivela sbagliato, per cui si dovranno spendere 150 milioni di vecchie lire per metterci una pezza e rendere questa sala più funzionale. Come cittadino pordenonese mi pongo allora delle domande: chi sono coloro che hanno fatto questo errore progettuale? Quale giunta ha scelto questa soluzione rivelatasi poi errata? In tal caso saprei chi ringraziare per questo sperpero di denaro pubblico speso per risistemare un manufatto costruito solo alcuni anni fa. Devo ricordare a chi amministra soldi pubblici, che il denaro dei contribuenti deve essere speso con più oculatezza rispetto al proprio. Purtroppo non sempre questa massima viene rispettata.
Tanto paga sempre Pantalone.
sabato 5 dicembre 2009
Tanzi e le intercettazioni telefoniche
A proposito di intercettazioni telefoniche. Il capo della Procura di Parma ha dichiarato, dopo il ritrovamento di quadri di proprietà di Callisto Tanzi per un valore minimo di 100 milioni: dopo“Report”, la trasmissione di Milena Gabanelli in cui si diceva che nella casa di Tanzi, l’ex patron di Parmalat, c’erano sui muri della sua casa dei segni che indicavano che erano stati tolti dei dipinti. Sapendo che Tanzi possedeva dei quadri di Monet, Manet, De Chirico, Picasso e altri grandi pittori, e si erano perse le tracce, ha messo i telefoni di Tanzi e il suo entourage sotto intercettazione, pensando che la trasmissione avrebbe potuto allarmare l’ex capo della Parmalat. Così è stato: Tanzi ha parlato al telefono con delle persone di questi dipinti e così la Procura è riuscita a scoprire dov'erano nascosti e ha potuto sequestrarli.
Questo è un chiaro esempio della grande utilità di questo mezzo di indagine, e smonta tutte le montagne di bugie che il sultano di Arcore e i suoi maggiordomi continuano ad ammorbare l’etere, cercando di convincere la gente che le intercettazioni sono pericolose per la privacy dei cittadini senza arrossire di vergogna.
Questo è un chiaro esempio della grande utilità di questo mezzo di indagine, e smonta tutte le montagne di bugie che il sultano di Arcore e i suoi maggiordomi continuano ad ammorbare l’etere, cercando di convincere la gente che le intercettazioni sono pericolose per la privacy dei cittadini senza arrossire di vergogna.
Spatuzza, Berlusconi, Dell'Utri e la mafia
I cortigiani del sultano di Arcore, dopo che il pentito mafioso, Gaspare Spatuzza ha rivelato che Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri erano referenti di "Cosa nostra" nel periodo delle stragi dei primi anni novanta, dichiarano come una giaculatoria che ciò non può essere vero, perché il governo di Berlusconi e quello che ha fatto di più contro la mafia.
A me non pare proprio. Vediamo i fatti.
Questo governo ha già fatto approvare in Senato una legge sulle intercettazioni che di fatto le blocca, anche se per i reati di mafia formalmente sono mantenute. Infatti non è possibile sapere prima di iniziare le indagini, se i soggetti che si vorrebbero intercettare sono dei mafiosi.
Poi c’è l’emendamento che stabilisce che i beni confiscati alla mafia saranno messi all’asta con la concreta possibilità che i mafiosi, attraverso dei prestanomi, li ricomprino. La legge attuale prevede la gestione di questi beni sequestrati a società no profit di cui “Libera” di don Ciotti, ne è un ottimo esempio.
E ancora. Berlusconi e il cofondatore di Forza Italia Dell’Utri dichiarano con tranquillità che il pluriomicida mafioso Mangano, (lo “stalliere” di Arcore) è un eroe!! Illuminante.
La questione poi del comune di Fondi in provincia di Latina.
Un comune che il prefetto e il ministro dell’Interno Maroni avevano chiesto lo scioglimento del consiglio comunale per mafia, non è stato sciolto per più di un anno come sarebbe stato doveroso.
Senza dimenticare il caso del sottosegretario del PDL, Cosentino. Il giudice aveva chiesto l’arresto per la sua vicinanza alla camorra casalese, ma la maggioranza lo ha salvato non solo dalla galera, ma anche dalla mozione dell’opposizione che lo voleva fuori dal governo.
Infine, l’ultima stupidaggine.
Il sultano e i suoi più stretti cortigiani, insistono col dire che questo governo ha preso più latitanti di ogni altro esecutivo. C’è anche qualcuno che con sprezzo del ridicolo ha dichiarato che sono stati tradotti nelle patrie galere in media 8 mafiosi al giorno.
E’ giusto ricordare, visto che una scemenza ripetuta più volte diventa credibile, che la cattura dei latitanti mafiosi non è merito del governo, ma delle forze dell’ordine e dei tanto vituperati magistrati che li coordinano. Già con questi pochi esempi inconfutabili, si può tranquillamente affermare che il governo Berlusconi e i suoi maggiordomi non combatte la mafia, ma forse, e questo lo decideranno i giudici, è anche complice di questo cancro che sta mangiando il nostro Paese.
A me non pare proprio. Vediamo i fatti.
Questo governo ha già fatto approvare in Senato una legge sulle intercettazioni che di fatto le blocca, anche se per i reati di mafia formalmente sono mantenute. Infatti non è possibile sapere prima di iniziare le indagini, se i soggetti che si vorrebbero intercettare sono dei mafiosi.
Poi c’è l’emendamento che stabilisce che i beni confiscati alla mafia saranno messi all’asta con la concreta possibilità che i mafiosi, attraverso dei prestanomi, li ricomprino. La legge attuale prevede la gestione di questi beni sequestrati a società no profit di cui “Libera” di don Ciotti, ne è un ottimo esempio.
E ancora. Berlusconi e il cofondatore di Forza Italia Dell’Utri dichiarano con tranquillità che il pluriomicida mafioso Mangano, (lo “stalliere” di Arcore) è un eroe!! Illuminante.
La questione poi del comune di Fondi in provincia di Latina.
Un comune che il prefetto e il ministro dell’Interno Maroni avevano chiesto lo scioglimento del consiglio comunale per mafia, non è stato sciolto per più di un anno come sarebbe stato doveroso.
Senza dimenticare il caso del sottosegretario del PDL, Cosentino. Il giudice aveva chiesto l’arresto per la sua vicinanza alla camorra casalese, ma la maggioranza lo ha salvato non solo dalla galera, ma anche dalla mozione dell’opposizione che lo voleva fuori dal governo.
Infine, l’ultima stupidaggine.
Il sultano e i suoi più stretti cortigiani, insistono col dire che questo governo ha preso più latitanti di ogni altro esecutivo. C’è anche qualcuno che con sprezzo del ridicolo ha dichiarato che sono stati tradotti nelle patrie galere in media 8 mafiosi al giorno.
E’ giusto ricordare, visto che una scemenza ripetuta più volte diventa credibile, che la cattura dei latitanti mafiosi non è merito del governo, ma delle forze dell’ordine e dei tanto vituperati magistrati che li coordinano. Già con questi pochi esempi inconfutabili, si può tranquillamente affermare che il governo Berlusconi e i suoi maggiordomi non combatte la mafia, ma forse, e questo lo decideranno i giudici, è anche complice di questo cancro che sta mangiando il nostro Paese.
mercoledì 2 dicembre 2009
Rispettare i referendum
Ma quando finirà questa tragica commedia. Quando tra qualche tempo ricorderemo questo periodo storico, molti giovani che oggi sono bambini, avranno difficoltà a credere che tutto questo sia davvero successo. L’ultima tragica barzelletta sono le reazioni di qualche politicante sul referendum tenuto in Svizzera, riguardo alla costruzione di minareti islamici nella vicina repubblica, vinto largamente da coloro che non vogliono la costruzione di tali manufatti. Il leghista Castelli vorrebbe inserire la croce sul tricolore per sottolineare la nostra appartenenza alla tradizione cristiana, lui che si è sposato con un rito celtico e quindi pagano. Il ministro Maroni ha dichiarato: “La voce del popolo va sempre ascoltata”. Il ministro Biondi, rispondendo a una presa di posizione di Fini sul referendum svizzero, che si mostrava preoccupato per le conseguenze che questo voto avrebbe nei futuri rapporti con il mondo islamico, dice: ”Non condivido la tesi di Fini, che conduce a considerare un referendum, cioè la massima espressione popolare, un indiretto e colpevole rafforzamento dell’estremismo di matrice islamica”. A questi due ministri direi: bene, bravi vi meritate un applauso, i referendum vanno sempre rispettati.
Ricordo a Maroni e Bondi che il governo di cui fanno parte, è lo stesso che sta portando il nostro Paese all’avventura nucleare con la decisione di costruire 4 centrali.
E allora a questi due signori chiedo: vi ricordate che c’è stato un referendum in Italia nel quale circa l’80% degli italiani aveva detto no! alle centrali nucleari? Perché, voi che siete così democratici quando affermate che il referendum è la più alta espressione democratica, state calpestando la volontà dei cittadini italiani contrari alla costruzione di nuove centrali nucleari sul nostro territorio nazionale?
Ricordo a Maroni e Bondi che il governo di cui fanno parte, è lo stesso che sta portando il nostro Paese all’avventura nucleare con la decisione di costruire 4 centrali.
E allora a questi due signori chiedo: vi ricordate che c’è stato un referendum in Italia nel quale circa l’80% degli italiani aveva detto no! alle centrali nucleari? Perché, voi che siete così democratici quando affermate che il referendum è la più alta espressione democratica, state calpestando la volontà dei cittadini italiani contrari alla costruzione di nuove centrali nucleari sul nostro territorio nazionale?
martedì 1 dicembre 2009
Berlusconi e Lukashenko (Bielorussia)
Dal 1995 nessun leader politico di una democrazia occidentale ha fatto visita in Bielorussia al loro premier Lukashenko.
L’ex presidente americano Bush aveva a suo tempo dichiarato che Lukashenko è l’ultimo dittatore comunista europeo. Ebbene il nostro presidente del Consiglio, Berlusconi, è stato suo ospite in questi giorni. Non contento di essere l’unico capo di governo che gli ha fatto visita, Berlusconi lo ha gratificato con aggettivi davvero inusuali per un dittatore. Ha dichiarato senza temere il ridicolo: “ So che il popolo la ama. E questo è dimostrato dai risultati delle elezioni, che noi conosciamo e apprezziamo”.
L’Ocse ha sentenziato che le elezioni in Bielorussia che hanno eletto il satrapo locale con l’80,6% dei voti, non sono state democratiche. In quelle elezioni i partiti di opposizione non hanno avuto neanche un eletto. Credo neanche nella Bulgaria comunista dove è nato il detto: “maggioranza bulgara”, avrebbe fatto meglio. Davvero mi secca che Berlusconi abbia omaggiato Lukashenko coinvolgendo con il “noi” della frase tutti gli italiani.
E’ buio nel nostro Paese.
E’ calata la notte sulla nostra Repubblica.
L’ex presidente americano Bush aveva a suo tempo dichiarato che Lukashenko è l’ultimo dittatore comunista europeo. Ebbene il nostro presidente del Consiglio, Berlusconi, è stato suo ospite in questi giorni. Non contento di essere l’unico capo di governo che gli ha fatto visita, Berlusconi lo ha gratificato con aggettivi davvero inusuali per un dittatore. Ha dichiarato senza temere il ridicolo: “ So che il popolo la ama. E questo è dimostrato dai risultati delle elezioni, che noi conosciamo e apprezziamo”.
L’Ocse ha sentenziato che le elezioni in Bielorussia che hanno eletto il satrapo locale con l’80,6% dei voti, non sono state democratiche. In quelle elezioni i partiti di opposizione non hanno avuto neanche un eletto. Credo neanche nella Bulgaria comunista dove è nato il detto: “maggioranza bulgara”, avrebbe fatto meglio. Davvero mi secca che Berlusconi abbia omaggiato Lukashenko coinvolgendo con il “noi” della frase tutti gli italiani.
E’ buio nel nostro Paese.
E’ calata la notte sulla nostra Repubblica.
lunedì 30 novembre 2009
I danni della propaganda.
Questa mattina ho seguito la trasmissione di Minoli: “La storia siamo noi”.
Parlava dei bombardamenti degli alleati anglo-americani sulle città tedesche durante la 2a guerra mondiale. Ho visto scene apocalittiche, distruzioni di intere grandi città con centinaia di migliaia di donne, bambini e uomini vittime tra le macerie fumanti. Ho seguito delle interviste a degli aviatori inglesi che avevano partecipato ai raid aerei e di tedeschi sopravissuti ai bombardamenti. Ed è emerso con chiarezza che quella guerra ha segnato per sempre queste persone.
Una cosa però mi ha particolarmente colpito: la popolazione superstite non si scagliava contro Hitler, il mostro che li aveva condotti in quella guerra, anzi, era ancora solidale con il dittatore.
Nei filmati d’epoca si vedevano delle donne e degli uomini che cercavano i propri cari dai cadaveri allineati sulle strade bombardate delle città.
E così, durante questi servizi, ho fatto una riflessione che mi ha fatto paura.
Ho pensato: sicuramente tra quella gente, che si aggirava come dei fantasmi tra quei poveri resti, la maggioranza aveva a suo tempo sostenuto l’ascesa di Hitler. E così mi sono chiesto: questi sono comunque complici del genocidio perpetrato dal nazismo avendo votato e aiutato all'ascesa al potere del capo nazista. Poi però mi sono ricordato di Goebbels, il ministro della propaganda di Hitler, un uomo capace di convincere anche le menti più preparate e aperte ad abbracciare l’ideologia razzista e guerrafondaia del nazismo. E così ho fatto un parallelo sulla situazione politica attuale del nostra Paese. Certamente Berlusconi non è Hitler, però la propaganda del sultano di Arcore è sicuramente più incisiva e invasiva di quella nazista, visto i mezzi tecnici moderni. Però, come ogni cosa umana, un giorno anche l’ex Re Sole di Arcore cadrà e la propaganda non riuscirà più a coprire il vuoto che c’era dietro ai suoi slogans. E così, i complici che lo avevano omaggiato e servito dovranno chiedere scusa, pagandone anche le conseguenze, ai cittadini che non avevano portato il cervello all’ammasso e non avevano creduto alle sue menzogne.
E’ buio nel nostro Paese.
E’ calata la notte sulla nostra Repubblica.
Parlava dei bombardamenti degli alleati anglo-americani sulle città tedesche durante la 2a guerra mondiale. Ho visto scene apocalittiche, distruzioni di intere grandi città con centinaia di migliaia di donne, bambini e uomini vittime tra le macerie fumanti. Ho seguito delle interviste a degli aviatori inglesi che avevano partecipato ai raid aerei e di tedeschi sopravissuti ai bombardamenti. Ed è emerso con chiarezza che quella guerra ha segnato per sempre queste persone.
Una cosa però mi ha particolarmente colpito: la popolazione superstite non si scagliava contro Hitler, il mostro che li aveva condotti in quella guerra, anzi, era ancora solidale con il dittatore.
Nei filmati d’epoca si vedevano delle donne e degli uomini che cercavano i propri cari dai cadaveri allineati sulle strade bombardate delle città.
E così, durante questi servizi, ho fatto una riflessione che mi ha fatto paura.
Ho pensato: sicuramente tra quella gente, che si aggirava come dei fantasmi tra quei poveri resti, la maggioranza aveva a suo tempo sostenuto l’ascesa di Hitler. E così mi sono chiesto: questi sono comunque complici del genocidio perpetrato dal nazismo avendo votato e aiutato all'ascesa al potere del capo nazista. Poi però mi sono ricordato di Goebbels, il ministro della propaganda di Hitler, un uomo capace di convincere anche le menti più preparate e aperte ad abbracciare l’ideologia razzista e guerrafondaia del nazismo. E così ho fatto un parallelo sulla situazione politica attuale del nostra Paese. Certamente Berlusconi non è Hitler, però la propaganda del sultano di Arcore è sicuramente più incisiva e invasiva di quella nazista, visto i mezzi tecnici moderni. Però, come ogni cosa umana, un giorno anche l’ex Re Sole di Arcore cadrà e la propaganda non riuscirà più a coprire il vuoto che c’era dietro ai suoi slogans. E così, i complici che lo avevano omaggiato e servito dovranno chiedere scusa, pagandone anche le conseguenze, ai cittadini che non avevano portato il cervello all’ammasso e non avevano creduto alle sue menzogne.
E’ buio nel nostro Paese.
E’ calata la notte sulla nostra Repubblica.
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