venerdì 25 dicembre 2009

La voce del padrone

Quando si dice fedeltà canina.
Denis Verdini, uno del triunvirato che governa il PDL assieme a Bondi e La Russa, ha dichiarato senza imbarazzo: “per Silvio Berlusconi sono pronto a prendermi del falco, del fascista, del mafioso e del golpista”. Il governatore del Veneto, Galan, dopo che per mesi aveva minacciato urbi et orbi che, nel caso il PDL avesse ceduto la sua candidatura a presidente alle prossime regionali ad un esponente della Lega, avrebbe fatto una propria Lista in competizione con il centrodestra e sicuramente non sarebbe diventato “ministro della mozzarella” al posto di Zaia. Aveva anche dichiarato schifato che se le avessero proposto un altro ministero come contropartita purché si facesse da parte alle regionali, avrebbe rifiutato. Ora è ufficiale: il candidato a presidente del Veneto alle regionali del 2010 sarà un uomo della Lega. E il leone Galan come ha reagito a questa scelta che lo ha disarcionato dalla presidenza veneta? Ha chinato la testa e ora dice che accetterà la proposta di Berlusconi e diventerà ministro dell’agricoltura, proprio al posto di Zaia.
E’ stato folgorato, come si dice in questi casi, sulla via di Damasco dopo un incontro con il sultano di Arcore. Il suo pastore lo ha convinto e la pecorella è rientrata all’ovile.
Questi due casi politici insegnano molte cose. Verdini e Galan, NON sono uomini delle istituzioni (Verdini è deputato). Sono dei maggiordomi al servizio del loro signore e padrone. Quando il padrone ordina essi eseguono senza fiatare.
Questi personaggi con il loro modo ossequioso e servile di fare politica rappresentano un pericolo per la democrazia.
Per loro l’interesse del capo viene sempre prima dell’interesse pubblico.

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