mercoledì 30 dicembre 2009

Le menzogne su Craxi

Il sindaco, Letizia Moratti, intitolerà nel prossimo gennaio una via, o una piazza, oppure un parco di Milano a Bettino Craxi. Ovviamente sono partiti i soliti disinformatori di professione che, parlando dell’ex leader del PSI, lo assurgono al rango di grande statista morto in esilio a causa dei magistrati “rossi” della procura di Milano, in primis, Antonio Di Pietro. Ovviamente in una democrazia normale questo sarebbe inimmaginabile, ma tant’è, questo è il periodo storico indecente in cui siamo immersi, per cui è necessario fare delle puntualizzazioni. Craxi è stato un politico corrotto che ha rubato per il suo partito e molto per se stesso, decine, centinaia di miliardi di lire. Per quanto riguarda le sue capacità di statista serve ricordare che nel suo periodo di massimo fulgore politico, il nostro debito pubblico è schizzato alle stelle. E poi egli non è morto in esilio come altri grandi padri della patria, bensì come un delinquente comune che è scappato dall’Italia per non andare in galera e scontare la sua pena. Per cui egli è morto da latitante.
Ma veniamo ad una disinformacja a cui ho assistito personalmente. Nel TG di TPN di martedì 29 dicembre scorso, era ospite in studio il consigliere regionale del PDL, Antonio Pedicini, il quale per giustificare la scelta della Moratti, ha fatto un parallelismo tra le storie di Garibaldi e di Craxi. Pensate, Pedicini che ha iniziato il suo percorso politico nell'Msi, per poter convivere nel PDL berlusconiano, ha messo sullo stesso piano un eroe nazionale e un politico ladro e corrotto, rinnegando il suo passato quando, ai tempi di “Mani pulite”, il suo partito di allora era quello più vicino ai magistrati del “Pool” di Borrelli.
Per fare un sunto su quanto affermato a TPN, Pedicini ha spiegato che anche l’eroe dei due Mondi è stato condannato al taglio di un orecchio per una condanna di furto di cavalli in un Paese sudamericano. Ergo: Garibaldi e Craxi pari sono. Hanno rubato ma sono entrambi degli eroi della patria da dedicare loro: monumenti equestri, vie, piazze e altro alla loro memoria.
Un accostamento osceno!

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