I ministri, Sacconi, Brunetta e Frattini, durante questa vergognosa commemorazione di Craxi, ad ogni piè sospinto, dichiarano di essere socialisti, orgogliosamente socialisti.
Certo stiamo vivendo un periodo storico dove i fatti e la storia vengono spesso capovolti.
Questi tre ministri sono membri di un governo di una destra unica nel panorama politico europeo. Sono in coalizione con una forza politica xenofoba e razzista come la Lega. I tre orgogliosi socialisti hanno votato leggi che sono antitetiche ai loro sbandierati ideali. due esempi: Il reato di clandestinità e in economia hanno fatto i Robin Hood al contrario, rubando ai poveri per dare ai ricchi (vedi alla voce: Scudo fiscale). Nessun partito orgogliosamente di sinistra avrebbe accettato queste porcherie. E a proposito di sinistra, questi inconsolabili orfani di Craxi dimenticano che il loro mentore era vicepresidente dell’Internazionale Socialista. Che in Europa, i socialisti francesi, spagnoli, dei Paesi del nord Europa, assieme ai Laburisti inglesi, sono membri del gruppo socialista nel Parlamento europeo. Invece il partito in cui aderiscono i nostri tre baldi ministri socialisti, è intruppato nei popolari europei. Mentre il loro alleato leghista, in Europa è collocato con i partiti xenofobi alla Front National. A tal proposito, Sarkosy e Chirac, leaders di una destra democratica, non hanno mai voluto allearsi con Le Pen. Neanche Angela Merkel si è alleata con i partiti dell’estrema destra tedesca. Solo da noi, Berlusconi, che della politica alta e nobile ha un disprezzo totale, ha fatto una coalizione forte con Bossi. L’importante è il potere, quel potere che gli permette di fare leggi per arricchirsi ancora di più e fuggire ai tribunali.
Comunque per misurare la distanza di questi tre ministri orgogliosamente socialisti, ricordo una frase di un socialista storico, Pietro Nenni che disse: "Io non mi sento nè uomo di Parlamento nè uomo di governo nè, ancora meno, uomo di Stato, ma un militante della classe operaia; con una sola speranza: che il giorno in cui morirò gli operai possano dire: è morto uno dei nostri, uno che si sentiva come noi, che lottava con noi, che non ci ha mai abbandonato".
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