venerdì 1 gennaio 2010

Misteri siciliani

L’ex segretario generale della regione Sicilia, Pier Carmelo Russo, è stato nominato assessore regionale nella nuova giunta siciliana varata dal presidente Lombardo. Egli era infatti il capo della burocrazia siciliana prima di andare in quiescenza a 47 anni com’è previsto da una legge regionale del 2003 voluta dalla vecchia giunta Cuffaro. Dette norme prevedono che i dipendenti regionali siciliani dopo 25 anni di lavoro (le donne dopo 20), possono andare in pensione se hanno un famigliare bisognoso delle loro cure: genitori, zii, figli, anche un anziano adottato di cui ci si prende cura ecc.. Russo probabilmente ha una situazione famigliare che entra in questi parametri e così ha chiesto e ottenuto di poter usufruire della “pensione – baby”.
Ora però sorge spontanea una domanda: chi ora accudirà il famigliare di Russo che ha bisogno della sua assistenza?
Egli, ora, è assessore regionale un compito gravoso che gli impedirà di poter svolgere con costanza l’assistenza al famigliare che ha bisogno della sua presenza.
E così, come potrà giustificare la sua pensione baby, che detto tra parentesi, è una cifra importante, visto che il suo tempo lo dovrà dedicare totalmente al suo nuovo ruolo? Se oggi riesce a conciliare questi due compiti, assistenza famigliare e assessorato, qualcuno potrebbe pensare che Russo ha lasciato il suo posto di lavoro in regione, con motivazioni non così importanti da poter usufruire a 47 anni della pensione. O no!

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