A proposito di intercettazioni.
Quando il re Sole di Arcore dichiara senza infingimenti che “La libertà di stampa non è un diritto assoluto”, sta esprimendo un concetto che è già degno di un dittatore. La libertà di stampa, come dice bene Fini, non ce né mai abbastanza. Einaudi diceva che “bisogna conoscere per deliberare”.
Ora il nostro dittatorello (per la bassa statura) afferma il contrario. E allora, delle due l’una: o tutti coloro che si sono e si stanno battendo per una libertà di esprimersi come recita l’articolo 21 della nostra Costituzione sono degli “ignoranti comunisti” che sanno solo odiare, oppure il satrapo arcoriano ed i suoi cortigiani, vogliono cancellare la libertà di stampa nel nostro Paese, perché gli italiani non devono sapere ciò che il suo governo e i suoi sodali stanno facendo a questa Italia.
Se si ha paura che la stampa racconti i fatti, è evidente che i loro comportamenti devono essere poco onorevoli.
Dobbiamo reagire!
Un grande americano come il presidente Thomas Jefferson diceva: “La nostra libertà dipende dalla libertà di stampa ed essa non può essere limitata senza che vada perduta”.
Svegliamoci prima che sia troppo tardi.
Oppure lo è già.
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