Ho letto con interesse la proposta della Lega sui vitalizi ai consiglieri regionali.
Secondo il DDL leghista, il consigliere regionale potrà ricevere il vitalizio solo al compimento del 65esimo anno di età e dopo aver fatto almeno dieci anni in consiglio regionale.
Bene, bravi sette più, come diceva una vecchia battuta.
Certo, questa proposta che esce contemporaneamente alla vergogna del caso, “auto blu Ballaman”, suona come un’arma di “distrazione di massa”.
Comunque, visto che la questione è stata posta, vorrei suggerire alla stessa Lega, un altro problema per moralizzare la politica. Mi riferisco alla proposta che feci nel 2005, in qualità di coordinatore regionale dell’Italia dei Valori, a Intesa Democratica la maggioranza che sosteneva la Giunta Illy e che purtroppo nessun partito, né della maggioranza nè dell’allora opposizione, fece propria.
Era un DDL composto di due soli articoli:
1) “Le indennità di carica locali, oltre a non poter essere cumulate con le indennità parlamentari e di consigliere regionale, non sono cumulabili tra loro né con qualunque altro emolumento fisso derivante da un ruolo di nomina politica presso enti pubblici”.
2) “In caso di cumulo di incarichi spetterà all’amministratore designato una sola indennità di carica quella a lui più favorevole ed in sostituzione della seconda o altre indennità di carica, gli potrà essere corrisposta la indennità di presenza per ogni giornata di effettiva partecipazione alle sedute dell’organo dell’ente presso il quale ha l’incarico”.
Con la discussione in aula di questo DDL, emergerebbe la reale volontà di contenere i costi della politica da parte dei partiti presenti in Consiglio regionale.
Con l’eventuale approvazione di questo DDL, i politici che attualmente ricevono sostanziose prebende in ognuno degli incarichi pubblici che ricoprono, potranno continuare a occupare quelle “poltrone”, ma non riceveranno più di un emolumento e così, ne sono certo, ci saranno in breve tempo molte rinunce a coprire ruoli di nomina pubblica.
Togli l’interesse economico e come per incanto, ai politici – politicanti verrà a mancare quello che loro chiamano ipocritamente: “spirito di servizio”.
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