L’ad della Sogin, la Società di Gestione degli Impianti Nucleari, Giuseppe Nucci, ha definito il piano economico per smantellare le 4 vecchie centrali nucleari chiuse dopo il referendum del 1987.
Il costo previsto è di circa 5 miliardi di euro.
Poi sempre la Sogin ha presentato un altro piano per la costruzione di un sito di stoccaggio per la messa in sicurezza delle scorie nucleari prodotte quando le 4 centrali erano in funzione.
Questi sono i costi previsti, ma tutti sappiamo che lievitarenno almeno al doppio quando i lavori saranno terminati come tutte le grandi opere pubbliche in Italia.
Questa notizia dovrebbe far meditare coloro che erano favorevoli all’uso dell’atomo a fini energetici.
Quando pseudoscienziati prima del referendum raccontavano la favola che il nucleare costa meno di altre fonti energetiche, i conti presentati dalla Sogei li smentiscono clamorosamente.
Il nucleare, oltre che essere pericolosissimo per la salute e la sicurezza pubblica, ha dei costi insostenibili: per costruire le centrali, per dismetterle e per mettere in siti “sicuri” le scorie radioattive.
Se si ignorano questi fatti quasi banali nella loro chiarezza, significa che coloro che ancora oggi ritengono l’atomo per produrre energia il metodo più sicuro, meno inquinante e più a buon prezzo, dimostrano di essere solamente in malafede.
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