giovedì 3 novembre 2011

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 2 novembre 2011

Durante la recente commemorazione in Friuli del viaggio della salma del “Milite ignoto”, partito 90 anni fa da Aquileia e arrivato poi a Roma per essere sepolto al Vittoriano, a rappresentare il governo era presente il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il quale ha rilasciato delle dichiarazioni, davvero curiose. Eccone alcune:
“ (L’Italia) ha bisogno di coesione nazionale. Anche questo atto commemorativo aiuta, perché se manca la consapevolezza di essere figli dello stesso destino e di essere italiani, è difficile poi evocare una coesione importante che ciascuno nel proprio ruolo, maggioranza e opposizione, è auspicabile metta in campo”. Poi continua:” Il messaggio di coesione nazionale derivante dalla ricorrenza del viaggio del Milite Ignoto, è molto importante. Ci sono momenti in cui sentirsi figli della stessa patria deve superare le divisioni. E’ utile riprendere il sentimento dell’identità nazionale per l’oggi e per il domani, ognuno con le proprie idee, maggioranza e opposizione”. Proseguendo:” L’identità nazionale, nell’ambito di una patria più grande che è quella europea, è un valore necessario se vogliamo che la coesione nazionale non sia frantumata da divisioni”.
E a chi gli fa notare l’assenza dalla cerimonia della Lega Nord, alleato decisivo per il governo, La Russa replica:” Di non comprendere questa caccia (alla Lega). A volte, come il 4 novembre, è capitato che non ci fossero i deputati del PD. Non è obbligatorio essere presenti, ma è obbligatorio, invece, avere rispetto”.
Vorrei ricordare a La Russa, che è inaccettabile questo ipocrita equilibrismo verbale in una giornata in cui si ricordano i milioni di morti nelle guerre che l’Italia ha affrontato.
Il rispetto per i morti è d’obbligo. Sempre.
Ma il rispetto per chi ha perso la vita perché il suo Paese lo ha mandato in guerra a combattere, è ancora più doveroso anche rispetto ai movimenti o a partiti come la Lega Nord che disconosce l’italianità di una parte del Paese. Se non era presente nessun rappresentante istituzionale leghista, ad esempio il presidente della provincia di Udine nonché segretario regionale della Lega Nord, Fontanini, è evidente che questo partito ritiene che questa commemorazione del Milite Ignoto sia una cerimonia di uno Stato straniero. Non vedo come si possa giustificare altrimenti l’assenza totale dei rappresentanti leghisti. Forse giustificheranno questa loro assenza perché avevano degli impegni presi precedentemente, Oppure sono andati per funghi. Chissà.
Per coerenza, con questi comportamenti, i leghisti dovrebbero uscire dal governo e dal Parlamento di uno Stato che ritengono straniero, visto che il loro Paese è la fantomatica padania.
Ma le calde, comode poltrone romane e non solo romane, sono troppo invitanti.
Così si continua con queste ridicole acrobazie verbali.
Quando La Russa pronuncia quelle frasi, non è un ministro della Repubblica italiana, ma è un esponente di una maggioranza tenuta in piedi da una forza che vorrebbe rompere l’unità nazionale. Un chiaro progetto eversivo.
Per questo motivo la Lega dovrebbe, per rispetto della nostra Costituzione, essere messa fuorilegge.
Infatti, l’articolo 5 della Costituzione italiana così recita:
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
Mentre il 1°articolo dello statuto della Lega, recita ancora oggi così:
Il Movimento politico denominato “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”, costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità IL CONSEGUIMENTO DELL’INDIPENDENZA DELLA PADANIA attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana.
Mi pare che il quadro sia chiaro: La Lega vorrebbe staccare una parte del Paese. Ma l’interesse di Berlusconi e dei suoi maggiordomi fa si che si passi sopra ad una situazione giuridicamente e politicamente eversiva.
La mancata partecipazione dei rappresentanti istituzionali della Lega, in questa solenne commemorazione dei caduti italiani di tutte le guerre, unita al rifiuto dell’inno nazionale, all’uso improprio che Bossi vorrebbe fare con la nostra bandiera, è la rappresentazione plastica che questo partito è fuori dai dettami della Costituzione.
Quando tutti noi riapriremo gli occhi e ci renderemo conto dell’abisso etico, civile ed economico che il berlusconismo e il leghismo ha portato l’Italia, forse ritroveremo l’orgoglio di far parte di questo Paese, e non saremo più derisi quando usciremo dai nostri confini, come ora accadde.
Speriamo che questa nottata finisca presto!

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