giovedì 10 novembre 2011

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 9 novembre 2011

Berlusconi ed i suoi maggiordomi da sempre dichiarano che l’opposizione non ha mai proposto nulla, oltre che dire no a tutte le scelte del governo.
E questa è una menzogna. Mentono sapendo di mentire.
Eccovi un paio di esempi di proposte di IDV.
Il 23 ottobre del 2010 è stato discusso alla Camera dei deputati un Ordine del Giorno presentato dall’on. Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori, per “L’abolizione del vitalizio per i parlamentari nazionali”. Hanno votato a favore naturalmente i 22 deputati dell’Italia dei Valori, mentre 498 hanno detto no e 5 si sono astenuti.
Questo Ordine del Giorno chiedeva “la soppressione immediata di ogni forma di assegno vitalizio per i deputati in carica e per quelli cessati dal mandato parlamentare. Contestualmente chiedeva ai deputati di comunicare all'amministrazione della Camera, l'Ente o l'Istituto di previdenza al quale devono essere trasferiti i contributi da loro versati per l'erogazione dell'assegno vitalizio”.
Per cui i versamenti per il vitalizio dei deputati e dei senatori, ora sono 1006 euro mensili, sarebbero stati dirottati nei loro rispettivi Enti previdenziali: chi faceva o fa ancora l’artigiano, oppure il commerciante, oppure l’avvocato, oppure il dipendente pubblico o privato, sono o andranno in pensione con le regole previste per tutti i cittadini. E così non ci sarebbero più dei cittadini, perché eletti 5 anni in Parlamento, che ricevono un vitalizio minimo mensile di 3000 euro.
O peggio, com’era nel passato, quando bastava fare solo 1 giorno in Parlamento e ne acquisivi il diritto.
Qualcuno obietterà che il vitalizio è un diritto acquisito come le pensioni.
Non è così. A differenza della normale pensione, il vitalizio è un’indennità di carica goduta in relazione ad un mandato elettorale.
Indennità che nei suoi presupposti e nelle sue finalità è totalmente diversa rispetto ad una normale pensione.
Vi è pertanto una diversità giuridica dell’istituto del vitalizio rispetto al trattamento pensionistico conseguente un rapporto di lavoro, pubblico o privato od autonomo che sia.
E’ del tutto evidente che un parlamentare non ha certamente nessun rapporto di lavoro con l’Ente che rappresenta.
Un deputato o un senatore non sono dipendenti della Camera o del Senato.
Per cui il vitalizio è da ritenersi un’indennità per la carica elettiva ricoperta, quindi ASSOLUTAMENTE REVOCABILE se la politica decidesse di abrogarlo.
Mentre una pensione NON E’ REVOCABILE.
E poi le province.
Il 5 luglio scorso è stato discusso alla Camera dei deputati, un Disegno di Legge dell’Italia dei Valori che chiedeva l’abolizione delle province. Hanno votato a favore 83 deputati: quelli ovviamente di Italia dei Valori, quelli di Futuro e Libertà di Fini e qualche altro che non aveva seguito le direttive del loro partito di appartenenza.
Hanno votato contro: il PDL, la Lega, mentre si è astenuto il PD.
Se questo DDL fosse passato, si sarebbe fatto un grande passo verso una diminuzione dei costi della politica e la politica avrebbe acquisito una maggiore credibilità.
E poi non è vero come vi dicono alcuni che il risparmio sarebbe minimo.
Non ci sono solo i costi dei presidenti delle giunte, degli assessori e dei consigli provinciali. A questi costi si deve aggiungere tutto l’ambaradan che sta attorno a queste cariche elettive. Come gli uffici stampa, le auto di rappresentanza, le segreterie ed i consiglieri personali del presidente, degli assessori e altro ancora.
Una burocrazia costosa che produce poco.
Insomma le province hanno poche competenze per i costi che la comunità deve sostenere. Abolirle sarebbe un dovere specialmente in questi chiari di
luna così difficili.
Ma mi rendo conto che chiedere ad un tacchino di essere felice di venire mangiato a Natale mi sembra pretendere troppo. E allora i cittadini devono ricordarsi quando si andrà alle urne, chi e quali partiti hanno bloccato questi DDL e ODG che avrebbero fatto risparmiare alcuni miliardi alle casse dello Stato. Per completezza di informazione, i deputati della regione che hanno votato contro l’abolizione del vitalizio sono: Antonione – Rosato – Gottardo – Follegot – Compagnon – Contento – Fedriga – Maran – Strizzolo.
Favorevole Monai.
Oltretutto la nostra situazione politica di queste ore è appesa alle scelte che qualche decina di parlamentari faranno, dopo le annunciate dimissioni del Caimano, decisioni cui inciderà moltissimo il fatto che andando presto alle urne, molti perderebbero il diritto all’assegno vitalizio.
Ricordiamocelo!
Quando la casta politica chiede dei sacrifici ai cittadini, dovrebbe dare il buon esempio. Come un buon padre di famiglia non può chiedere ai figli di ridimensionare il loro livello di vita mentre lui continua a vivere una vita brillante e dispendiosa. Non sarebbe credibile, né autorevole.

1 commento:

Betty ha detto...

Da alcuni giorni leggo il Blog del signor Castellarin. Data la sua profonda antipatia che si riscontra nei confronti di Berlusconi, quando questo se ne sarà andato, cosa potrà scrivere di nuovo il signor Castellarin? Con chi se la prenderà? Certamente, non s'accorgerà nessuno, visto la inesistente affluenza a questo Blog.