Questa sera tralascio di parlare dell’inchiesta giudiziaria che vede coinvolta la Lega. Aspetto gli sviluppi e poi sarà un tema per una prossima “L’Isola”.
Questa sera invece toccherò un altro argomento delicato che divide le coscienze di molti e siccome non ho interessi di alcun genere da tutelare, lo affronto con serenità e senza paraocchi ideologici.
Il tema è: E’ giusto dotare Pordenone di un cimitero islamico?
Recentemente parlando all’università dell’Insubria di Varese e Como, Maroni aveva dichiarato: “la Lega, all’inizio, era percepita come un movimento xenofobo e razzista, un messaggio che non condivido, però, non lo nascondo: su questo ci abbiamo marciato, quando si è capito che un certo atteggiamento (anti immigrati) garantiva consenso”. Concluse poi parlando degli elettori leghisti: “Ci sono i cosidetti “baluba” nella Lega, quelli con la barba verde e le corna, io non sono un “baluba”, ma difendo i “baluba” della Lega perché fanno parte della pancia della Lega. C’è il cervello, c’è il cuore e c’è la pancia. Dobbiamo tenere insieme tutto”.
Queste frasi, che ho già messo in evidenza in un’altra “L’Isola”, mi sono ritornate alla mente dopo che ho letto sul Messaggero Veneto le dichiarazioni della capogruppo leghista in consiglio comunale di Pordenone, Piccin, contrarissima a dotare il capoluogo pordenonese di un cimitero islamico.
Afferma infatti la Piccin: “Periodicamente il sindaco concede nuove e sempre più convinte aperture alle richieste dell’Imam. Basta con le ambiguità. Faremo un referendum per chiedere cosa ne pensano (del cimitero islamico) i cittadini”.
E allora mi chiedo: quando l’esponente leghista si esprime con questi toni su questo argomento a quali elettori si rivolge?
A chi ragiona con il cervello, col cuore, oppure come li chiama Maroni, ai “baluba” leghisti che ragionano con la pancia?
Io penso che questa violenza antimusulmana sia un messaggio destinato a questi ultimi.
Come spiega bene l’articolista del Messaggero, la religione islamica sulla sepoltura dei defunti impone che le salme siano orientate con il capo verso la Mecca.
Per cui dietro la richiesta dell’Imam c’è un preciso precetto islamico che sono tenuti a rispettare.
E poi non pensa la Piccin che anche dei pordenonesi DOC residenti da diverse generazioni in città, potrebbero essersi convertiti all’islamismo e avrebbero diritto come tutti i cittadini di sepellire i propri cari come comanda la loro religione?
E ancora: l’immigrato che vive e lavora da noi da anni, pagando le tasse, non dovrebbe avere gli stessi diritti dei pordenonesi?
Io credo che chi chiede alle autorità istituzionali, di poter sepellire un proprio caro defunto come lo impone il proprio credo religioso, sia semplicemente un cittadino. PUNTO.
Se fosse un immigrato illegale senza permesso di soggiorno, sicuramente non potrebbe richiederlo per ovvi motivi.
Per cui, Pordenone ha il dovere di cercare uno spazio cimiteriale adeguato per chi professa la religione islamica, trovando una soluzione che sia degna di una città civile qual è ancora il nostro capoluogo, nonostante la Lega.
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