Dal
1999 l'Unione Europea sta aspettando che l'Italia ratifichi le
Convenzioni di Strasburgo contro la corruzione sia penale che civile.
Recentemente,
il presidente Monti e il ministro della Giustizia Severino, hanno
dichiarato, citando i dati della Banca Mondiale, che la corruzione
toglie al nostro Paese tra il 2 al 4% del reddito, del PIL.
Il
ministro ha poi aggiunto che “dove la corruzione è più bassa,
il settore delle imprese cresce fino al 3% in più” e che “la
corruzione rappresenta una tassa del 20% sugli investimenti esteri”.
Sempre
il ministro Severino ha dichiarato: “Lucrare sul denaro pubblico
mentre ai cittadini vengono chiesti sacrifici, È DI UNA GRAVITÀ
INAUDITA”
I
politicanti che non vogliono varare una severa legge anticorruzione
per bloccare o rendere questa piaga sopportabile, di fatto SI FANNO
COMPLICI DI CHI STA DISSANGUANDO IL PAESE.
E
chi non ha il salame negli occhi, sa in quale partito sono più
numerosi.
In
una recente intervista rilasciata a “Repubblica”, il
rappresentante del PDL in Commissione Giustizia alla Camera,
Francesco Paolo Sisto, ha dichiarato che “La legge
anticorruzione la vogliamo anche noi. Ma con calma”.
Che
dopo 13 anni si dica che bisogna fare le cose con calma, mi sembra
una battuta da presa per i fondelli.
E
allora andiamo a vedere se questo DDL, che il Senato ha poco fa
approvato, è davvero un'arma efficace per combattere la corruzione
dilagante, che la Corte dei Conti valuta ad un costo per il Paese di
60 miliardi di euro l'anno.
Purtroppo,
questo DDL è lontano mille miglia da ciò che ci richiede l'Unione
Europea.
Ad
esempio: NON INASPRISCE LE PENE, ANZI, PER ALCUNI REATI LE
DIMINUISCE; NON RIPRISTINA IL FALSO IN BILANCIO; NON INTRODUCE IL
REATO DI AUTORICICLAGGIO (Oggi i proventi ricavati attraverso
attività illecite, possono essere investiti in attività lecite,
turbando in tal modo anche l'economia reale);
NON
PREVEDE L'INCANDIDABILITÀ E LA DECADENZA DEI POLITICI CORROTTI; NON
PREVEDE IL REATO DI VOTO DI SCAMBIO (Nel DDL risulta punibile solo se
il politico paga il voto in denaro, ma non con favori di altro tipo);
NON AUMENTA I TEMPI DI PRESCRIZIONE (Si dovrebbe, ad esempio,
introdurre una norma
che
rende non più prescrivibili i reati dopo la sentenza di condanna in
primo grado); NON MANTIENE IL REATO DI CONCUSSIONE PER INDUZIONE.
E,
infatti, questo DDL produrrà paradossalmente, un aumento delle
prescrizioni. Qualcuno dice che manderà in fumo il 50% dei processi
attualmente in corso.
Ma
forse non tutti sanno cos'è l'induzione alla concussione.
L'induzione
alla concussione è quando un politico o comunque un pubblico
ufficiale, costringe qualcuno a pagare una tangente o altri favori,
non con la minaccia fisica, con la violenza, ma ricorrendo
all'induzione, cioè proprio a quell'atteggiamento omissivo o attivo
che mette oggettivamente in condizioni la parte debole a cedere.
Per
cui, se tu hai diritto di una licenza, oppure vuoi incassare un
credito per un lavoro che hai svolto per un ente pubblico, se questo
pubblico ufficiale o politico ti fa capire che per avere ciò che ti
spetta, hai un costo da pagare in denaro oppure con altre utilità,
sei un concusso e ti trovi nella condizione di dover accettare il
ricatto e, come si dice in questi casi: “o mangi la minestra o
salti dalla finestra”.
E
con la trasformazione del reato di concussione per induzione come
previsto nel DDL, aumenterà inevitabilmente l'omertà, visto che il
concusso e il concussore, cioè la vittima e l'aguzzino, sono messi
sullo stesso piano.
E
così gli imprenditori, i privati vittime di questi soprusi, non
avranno più interesse ad andare dai giudici a denunciare il ricatto
cui sono stati obbligati a cedere per ottenere un proprio diritto, ma
staranno ben zitti per non subire guai maggiori.
E'
la parte di questo DDL che oggettivamente manderà impuniti i reati
dei cosiddetti “colletti bianchi”, dei pubblici ufficiali e dei
politici corrotti.
E
grazie a questa riforma prevista nel DDL, questa ingorda fauna potrà
continuare, anche più di prima, a fare i suoi porci comodi,
mantenendo così questa nostra povera Italia tra i Paesi più
corrotti del mondo, con buone probabilità, entro breve, di
guadagnare ancora posti in classifica e magari raggiungere IL PRIMATO
MONDIALE DELLA CORRUZIONE.
Mi
chiedo come sia possibile che un Parlamento con 21 parlamentari
condannati e 90 indagati spesso per reati corruttivi e con i loro
avvocati difensori pure loro seduti sugli scranni della Camera e del
Senato, possa licenziare una decente legge anticorruzione.
A
ME SEMBRA UNA PURA ASTRAZIONE.
E'
come chiedere a Totò Riina di pensare ad una legge antimafia, oppure
ad un pappone, ad un magnaccia una legge contro la prostituzione,
IL
BUON SENSO E LA LOGICA MI DICONO CHE NON SIA POSSIBILE.
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