venerdì 19 ottobre 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 17 ottobre 2012


Dal 1999 l'Unione Europea sta aspettando che l'Italia ratifichi le Convenzioni di Strasburgo contro la corruzione sia penale che civile.
Recentemente, il presidente Monti e il ministro della Giustizia Severino, hanno dichiarato, citando i dati della Banca Mondiale, che la corruzione toglie al nostro Paese tra il 2 al 4% del reddito, del PIL.
Il ministro ha poi aggiunto che “dove la corruzione è più bassa, il settore delle imprese cresce fino al 3% in più” e che “la corruzione rappresenta una tassa del 20% sugli investimenti esteri”.
Sempre il ministro Severino ha dichiarato: “Lucrare sul denaro pubblico mentre ai cittadini vengono chiesti sacrifici, È DI UNA GRAVITÀ INAUDITA”
I politicanti che non vogliono varare una severa legge anticorruzione per bloccare o rendere questa piaga sopportabile, di fatto SI FANNO COMPLICI DI CHI STA DISSANGUANDO IL PAESE.
E chi non ha il salame negli occhi, sa in quale partito sono più numerosi.
In una recente intervista rilasciata a “Repubblica”, il rappresentante del PDL in Commissione Giustizia alla Camera, Francesco Paolo Sisto, ha dichiarato che “La legge anticorruzione la vogliamo anche noi. Ma con calma”.
Che dopo 13 anni si dica che bisogna fare le cose con calma, mi sembra una battuta da presa per i fondelli.
E allora andiamo a vedere se questo DDL, che il Senato ha poco fa approvato, è davvero un'arma efficace per combattere la corruzione dilagante, che la Corte dei Conti valuta ad un costo per il Paese di 60 miliardi di euro l'anno.
Purtroppo, questo DDL è lontano mille miglia da ciò che ci richiede l'Unione Europea.
Ad esempio: NON INASPRISCE LE PENE, ANZI, PER ALCUNI REATI LE DIMINUISCE; NON RIPRISTINA IL FALSO IN BILANCIO; NON INTRODUCE IL REATO DI AUTORICICLAGGIO (Oggi i proventi ricavati attraverso attività illecite, possono essere investiti in attività lecite, turbando in tal modo anche l'economia reale);
NON PREVEDE L'INCANDIDABILITÀ E LA DECADENZA DEI POLITICI CORROTTI; NON PREVEDE IL REATO DI VOTO DI SCAMBIO (Nel DDL risulta punibile solo se il politico paga il voto in denaro, ma non con favori di altro tipo); NON AUMENTA I TEMPI DI PRESCRIZIONE (Si dovrebbe, ad esempio, introdurre una norma
che rende non più prescrivibili i reati dopo la sentenza di condanna in primo grado); NON MANTIENE IL REATO DI CONCUSSIONE PER INDUZIONE.
E, infatti, questo DDL produrrà paradossalmente, un aumento delle prescrizioni. Qualcuno dice che manderà in fumo il 50% dei processi attualmente in corso.
Ma forse non tutti sanno cos'è l'induzione alla concussione.
L'induzione alla concussione è quando un politico o comunque un pubblico ufficiale, costringe qualcuno a pagare una tangente o altri favori, non con la minaccia fisica, con la violenza, ma ricorrendo all'induzione, cioè proprio a quell'atteggiamento omissivo o attivo che mette oggettivamente in condizioni la parte debole a cedere.
Per cui, se tu hai diritto di una licenza, oppure vuoi incassare un credito per un lavoro che hai svolto per un ente pubblico, se questo pubblico ufficiale o politico ti fa capire che per avere ciò che ti spetta, hai un costo da pagare in denaro oppure con altre utilità, sei un concusso e ti trovi nella condizione di dover accettare il ricatto e, come si dice in questi casi: “o mangi la minestra o salti dalla finestra”.
E con la trasformazione del reato di concussione per induzione come previsto nel DDL, aumenterà inevitabilmente l'omertà, visto che il concusso e il concussore, cioè la vittima e l'aguzzino, sono messi sullo stesso piano.
E così gli imprenditori, i privati vittime di questi soprusi, non avranno più interesse ad andare dai giudici a denunciare il ricatto cui sono stati obbligati a cedere per ottenere un proprio diritto, ma staranno ben zitti per non subire guai maggiori.
E' la parte di questo DDL che oggettivamente manderà impuniti i reati dei cosiddetti “colletti bianchi”, dei pubblici ufficiali e dei politici corrotti.
E grazie a questa riforma prevista nel DDL, questa ingorda fauna potrà continuare, anche più di prima, a fare i suoi porci comodi, mantenendo così questa nostra povera Italia tra i Paesi più corrotti del mondo, con buone probabilità, entro breve, di guadagnare ancora posti in classifica e magari raggiungere IL PRIMATO MONDIALE DELLA CORRUZIONE.
Mi chiedo come sia possibile che un Parlamento con 21 parlamentari condannati e 90 indagati spesso per reati corruttivi e con i loro avvocati difensori pure loro seduti sugli scranni della Camera e del Senato, possa licenziare una decente legge anticorruzione.
A ME SEMBRA UNA PURA ASTRAZIONE.
E' come chiedere a Totò Riina di pensare ad una legge antimafia, oppure ad un pappone, ad un magnaccia una legge contro la prostituzione,
IL BUON SENSO E LA LOGICA MI DICONO CHE NON SIA POSSIBILE.








1 commento:

Anonimo ha detto...

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