Nell’ultima puntata della trasmissione di Rai 3, “Report”, era messo in evidenza la farriginosità delle norme burocratiche inerenti l’edilizia privata. Sono state messe a confronto le regole attualmente vigenti e valide nei vari comuni del nostro Paese con una cittadina della Baviera. Purtroppo, abbiamo fatto la solita figura da Paese del terzo mondo. Noi con tomi alti mezzo metro che dettano regole indecifrabili, mentre in quella cittadina bavarese, le leggi sull’edilizia erano contenute in una doppia facciata di un foglio A4.
Sempre su Report, è poi seguito un servizio da Afragola, un comune in provincia di Napoli. E qui mi sono cadute le braccia. Interi quartieri costruiti abusivamente. Sono state intervistate delle persone che vi abitavano e queste tranquillamente dichiaravano che gli abusi edilizi erano a conoscenza di tutti, anche alle cosiddette autorità. E’ stato poi intervistato il capo della polizia municipale, il quale ha praticamente affermato che il fenomeno era praticamente impossibile da debellare. Allora vorrei suggerire un metodo semplice per bloccare questi abusi, che la recente alluvione di Messina ci insegna, nel tempo creano situazioni di pericolo per i residenti.
Basterebbe prevedere che per potersi allacciare alla rete Enel e del Gas, è obbligatorio esibire il certificato di abitabilità rilasciato dal comune competente. Qualcuno potrebbe obiettare che queste persone si potrebbero allacciare a questi servizi abusivamente. In questo caso la questione diventa più grave e la storia prenderebbe una diversa piega più pericolosa per il cittadino o aziende costruttrici che hanno edificato abusivamente. Come emerge chiaramente, se la classe politica volesse davvero debellare questa piaga insopportabile, i mezzi non mancherebbero. Quella che manca è la volontà politica. Il partito o il politico che facesse sua questa proposta perderebbe i voti di questi signori, per cui, quasi tutti fanno finta di indignarsi ma poi, tutto rimane così, allegramente, nella completa illegalità.
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