E’ arrivato all’epilogo, e quindi alla prima sentenza, il processo civile riguardante la cosiddetta “guerra di Segrate” per il possesso della casa editrice Mondadori.
Dopo la condanna penale definitiva del 2007 era ancora da stabilire in sede civile quanto avrebbe dovuto pagare la Fininvest della famiglia Berlusconi alla Cir di De Benedetti.
Ieri il tribunale di Milano ha sentenziato che la Fininvest, per essersi impossessata della Mondatori comperando la sentenza, dovrà pagare 750milioni di euro alla Cir di De Benedetti, in quanto vittima della corruzione giudiziaria, per il danno patrimoniale patito dallo stesso. Ovviamente, come sempre, è scattata immediata la canea dei cortigiani del Re di Arcore. Quello che si è maggiormente distinto è stato il piduista Cicchetto, il quale ha addirittura proposto una manifestazione di solidarietà a Berlusconi. Personalmente sarei favorevole che si svolgesse. In tal modo, questi servitori del re, dovrebbero chiarire meglio la questione visto che sulle TV Rai e Mediaset, poco o nulla è stato spiegato ai cittadini della querelle Mondatori che vedeva contrapposti la Fininvest di Berlusconi e la Cir di De Benedetti.
Quando gli italiani si sveglieranno da questa ipnosi che sta togliendo loro la logica e la razionalità sugli eventi della nostra vita pubblica, credo che la questione Mondatori sarà in primo piano. Un uomo, che oggi è il presidente del consiglio, ha corrotto, attraverso il fido Previti, il giudice Metta, e così è riuscito a mettere le mani sulla più grande casa editrice italiana. In qualunque democrazia occidentale, un capo del Governo che usa tali metodi, sarebbe inseguito con i forconi dai suoi amministrati (in senso figurato ovviamente) costringendolo ad una fuga precipitosa. Invece, nel nostro disgraziato Paese, questo scandalo scivola via come l’acqua sul marmo. Svegliamoci prima che sia troppo tardi!
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