giovedì 1 ottobre 2009

Berlusconi e il culto della personalità

Tempo fa, nella trasmissione della Rai “La storia siamo noi” di Minoli, si parlava della “Hitlerjugend”, la gioventù Hitleriana. La cosa che mi ha maggiormente colpito nelle interviste a persone che in gioventù ne facevano parte, era: “nelle nostre adunate cantavamo canzoni di amore e orgoglio verso Hitler. Il capo nazista era considerato da noi ragazzi un dio in terra”. Molti ricordano il "culto della personalità" riservato ai vari dittatori, Mao, Stalin e Mussolini. Qualche anziano ricorda ancora i vecchi tempi in cui era un giovane “balilla”. Anche loro cantavano lodi sperticate di gratitudine al duce. Insomma, ai peggiori dittatori della storia recente, venivano dedicate canzoni e inni per la loro gloria con un “culto della personalità” che chi non ha vissuto quelle esperienze ha difficoltà a credere che delle persone con il ben dell’intelletto, siano riuscite a farsi condizionare così pesantemente. E allora veniamo ai nostri giorni.
Ho seguito di recente “L’Infedele” di Gad Lerner, una trasmissione de' LA 7. In studio erano presenti delle donne del PDL che a sprezzo del ridicolo, ogni volta che l’argomento in discussione criticava comportamenti e fatti relativi a Silvio Berlusconi, scattavano all’unisono in sua difesa non accettando che si facesse una minima critica al loro dio.
Poi il quotidiano “Repubblica” ha pubblicato un articolo sui vari inni e canzoni dedicate al “Re Sole di Arcore”. Dopo averlo letto, mi è sembrato di essere catapultato in un passato che pensavo non potesse ripresentarsi mai più. Musica e parole che dicevano: c’è un presidente / sempre presente / che ci accompagnerà. Oppure: Siamo qui per te / cuore e anima / un’unica voce: / Silvio grande grande è. Poi: Silvio forever sarà/ Silvio realtà / Silvio per sempre / Silvio fiducia ci da / Silvio per noi / passato e presente.
E ancora: Nobile e giusto / Tu ci piaci per questo / Sei il pensiero che ci guida / Il sogno riparte da qua / diventa libertà / perché Silvio…/ Silvio forever sarà. Poi ancora: Un popolo di libertà / la musica che va / un unico canto. / il mare attraverserà, / ovunque sarà / portato dal vento / Silvio è il carisma che ha / il leader che sa / la genialità..
Non manca il più famoso, quello del ritornello che dice: Meno male che Silvio c’è. Chi ha avuto la forza di seguirmi fin qui, se è in possesso di un po’ di quello che un tempo si chiamava buon senso, non potrà che sorridere amaro. Ma purtroppo questa è la nostra realtà. Ormai i fatti su Berlusconi per coloro che ne sono infatuati, non contano nulla. Per queste persone, Berlusconi ormai è oltre il bene e il male. Per chi invece non soffre di questa sindrome, questi sono tempi tristi e bui per il nostro Paese. E’ calata la notte sulla nostra Repubblica.

Nessun commento: