Siamo all’apoteosi dei “tartufi”. Le reazioni dopo l’aggressione a Berlusconi in piazza Duomo a Milano, sono meglio del capolavoro di Moliére. Hanno trovato il colpevole, il mostro che ha brigato affinchè questo accadesse. Ovviamente sto parlando di Antonio Di Pietro. Dopo che i vari maggiordomi nazionali, senza imbarazzo alcuno, hanno sparato a palle incatenate contro il leader di Italia dei Valori, reo di avere praticamente armato il responsabile dell’aggressione, ora leggo le dichiarazioni dei vari ras locali del PDL, Tondo, Menia, Gottardo, Collino e del leghista Pittoni. Per questi signori non ci sono dubbi: il mandante dell’aggressione, senza se e senza ma, è Antonio Di Pietro.
Poveri sepolcri imbiancati.
E allora vediamo ciò che da tempo diceva Antonio Di Pietro . Il leader dell’IDV, avvertiva che la “piazza” era stanca. Che la crisi economica sta portando alla miseria vera, milioni di cittadini e invitava il governo ad intervenire con azioni decise ed efficaci, altrimenti potrebbero innestarsi anche violenze incontrollabili. Tutti sanno che la disperazione è una cattiva consigliera.
E così veniamo a domenica, dopo l’aggressione. Cosa dichiara Di Pietro?
Ecco qua: “ L’aggressione nei confronti di Berlusconi è un gesto inconsulto e sconsiderato che noi dell’Italia dei Valori deploriamo e condanniamo fermamente. Ma questo non può e non deve giustificare e legittimare il totale abbandono nel quale il Governo ha lasciato le fasce sociali più deboli, i lavoratori che hanno perso il lavoro e tutti coloro che non arrivano alla fine del mese. Già nei giorni scorsi ho segnalato l’esasperazione che ho avuto modo di notare nelle piazze, durante le manifestazioni. E ho lanciato l’allarme che il menefreghismo del Governo, prima o poi, avrebbe rischiato di procurare reazioni negative. Condanniamo fermamente l’accaduto e ripeto che non è prendendosela con me che si affronta il problema”.
Come vedete, questi tartufi se la prendono con il termometro anziché combattere la febbre.
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