E così, Bankitalia, noto covo di comunisti, ha diramato il dato del debito pubblico italiano al 30 aprile 2010. Purtroppo segna un nuovo record: 1.812,79 miliardi di euro. Circa 30mila euro per ogni nostro connazionale, bambini inclusi.
Nel 2009 il debito è cresciuto mensilmente di circa 10 miliardi.
E la situazione è in peggioramento. Infatti le entrate fiscali sono in calo e così lo scorso aprile il deficit tra entrate e uscite è stato di 16 miliardi di euro. Se questo trend continua, e non si vedono segnali di cambiamento, il debito pubblico alla fine di quest’anno salirà a oltre 1.940 miliardi di euro.
Con questi conti pubblici così disastrati, servirebbe un governo credibile, autorevole che dicesse chiaramente a noi cittadini che non esistono scorciatoie: avremo un futuro più difficile del presente, ma se remeremo tutti assieme nella stessa direzione, riusciremo ad approdare alla salvezza. Il rischio default è incombente. Invece Berlusconi ed i suoi maggiordomi si stanno trastullando con manovre che sono poco più di un brodino, si comportano come quell’orchestra che continuava a suonare mentre il Titanic stava affondando.
Servono urgentemente riforme economiche solide, incisive e mirate.
Ad esempio, abbassare l’evasione fiscale a livello fisiologico. In questi anni è ancora aumentata e secondo alcuni centri di ricerca ha raggiunto la stratosferica cifra di 156 miliardi annui di imposta evasa. E’ giunto il momento di far pagare un ulteriore 7.5% come vengono tassate le plusvalenze a quegli italiani che si sono giovati dello scudo fiscale per far rientrare i capitali esportati illecitamente all’estero, pagando una misera percentuale del 5%. Abolire subito le province ormai inutili e diventate, dopo la creazione delle Regioni, il cimitero degli elefanti politici. Chiudere questa stagione di privilegi che ha prodotto tra l’altro 650mila auto blu di servizio. Abolire i vitalizi agli ex parlamentari ed agli ex consiglieri regionali.
Insomma, impegnarsi in una lotta serrata all’evasione fiscale, disboscare i capitoli di spesa pubblica inutili e chi viene preso con le mani sulla marmellata, deve essere messo in galera. Ritornare all’etica politica della responsabilità. Oggi, invece, chi ha commesso dei crimini, ha buone possibilità di entrare nel Governo o nel Parlamento.
Bisogna cambiare decisamente registro, solo così il nostro Paese potrà uscire da questa spirale recessiva coscienti che, se non si porrà rimedio, l’Italia si troverà entro breve tempo, vicina al fallimento com’è già successo alla Grecia.
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