domenica 20 giugno 2010

La manovra economica e i medici oncologici

L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) lancia un allarme dal più importante Congresso mondiale di oncologia tenuto di recente a Chicago: “con la manovra economica del Governo, è a rischio nel Paese la qualità dell’assistenza oncologica per le migliaia di pazienti malati di tumore”, ha dichiarato il presidente Carmelo Iacono.
Immediata c’è stata la replica del ministro Fazio: “Nessun taglio alle prestazioni. La lotta ai tumori, come ha detto il presidente Berlusconi, è una nostra priorità”. Veramente il re Sole di Arcore aveva anche detto che il suo governo sconfiggerà il cancro in tre anni, facendo sorridere amaro il mondo accademico ed i ricercatori oncologici.
Continua il ministro:”Nessuna riduzione, né nel numero né nella tipologia né nella qualità delle prestazioni in ambito oncologico”.
Risponde il presidente dell’Aiom: “oggi nei 230 centri del Paese lavorano nel campo oncologico 2mila e 200 medici oncologi. La manovra non prevede nessun
turn - over, ovvero i medici ed gli infermieri specialistici che andranno in pensione nei prossimi tre anni, non verranno rimpiazzati”.
E’ chiaro che la qualità del servizio subirà un notevole declassamento.
Se poi ci riferiamo alla totalità dei medici del Servizio Sanitario Nazionale, il presidente dell’ordine dei medici, Amedeo Bianco, dichiara: “su 120mila medici più altri 5mila precari senza contratto a tempo indeterminato, 20mila e naturalmente i 5mila precari a cui non verrà rinnovato il contratto di lavoro, se ne andranno in quiescenza e non verranno sostituiti”.
E’ del tutto ovvio che di questa situazione ne soffriranno i pazienti, alla faccia delle rassicurazioni del ministro Fazio.
Comunque per i potenti questo non è un loro problema visto che, quando hanno bisogno di cure mediche, si rivolgono a cliniche private nazionali ed estere.

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