sabato 24 luglio 2010

Fini versus Santelli e Cicchitto

Fini, durante la commemorazione per il diciottesimo anniversario dell’uccisione in via D’Amelio del pm siciliano Paolo Borsellino e della sua scorta, ha dichiarato: “Non è stato fatto tutto per cercare la verità. Ci furono contiguità, collusioni e complicità di personaggi che agivano in quel momento nel nome dello Stato perciò capisco l’indignazione”. Immediata è scattata la reazione della destra. Ad esempio, sia l’ex sottosegretario alla giustizia del PDL, Iole Santelli, che il capogruppo PDL, Fabrizio Cicchitto, hanno intimato a Fini di fare i nomi.
Mi chiedo: perché questi signori non hanno mai chiesto con la stessa solerzia al loro padre – padrone di fare i nomi quando accusa i magistrati, i giudici, la Corte Costituzionale, tutto l’universo mondo che applica le leggi, di essere di parte ovvero, la più grave accusa che si possa fare a chi è stato demandato il compito di essere terzo?
Questi cortigiani del PDL, sempre pronti a sostenere qualsiasi mattana del loro boss, dovrebbero leggere il libro di Maurizio Viroli: La libertà dei servi.
Forse potrebbero trovare degli spunti interessanti per capire la loro condizione umana e psicologica.

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