Secondo il Consiglio Italiano Rifugiati, 245 profughi eritrei e somali, scappati in Libia da una guerra sanguinaria dai loro Paesi, sono stati trasferiti da un centro per profughi di Misurata in Libia in altri due lager. Secondo notizie attendibili, 245 esseri umani, donne, uomini e anche minori, stanno letteralmente morendo di fame, di sete e di maltrattamenti degni del peggior nazismo.
E con questo drammatico quadro, sapete cosa ha risposto la sottosegretaria agli Esteri, Margherita Boniver alla domanda perché la Farnesina non interviene: “ Rispetto della sovranità della Libia”, poi si è augurata (bontà sua), “speriamo finisca bene”.
Il ministro degli Esteri Frattini, è desaparesido. Sembra che alla Farnesina ci si occupi di questo caso malvolentieri tenendo volutamente un basso profilo.
Forse, perché, se prendesse una posizione forte sulla questione, mettendo così in imbarazzo il regime dittatoriale di Gheddafi, il suo mentore, il re Sole di Arcore, noto complice del satrapo libico, gli farebbe un cazziatone. Berlusconi e Gheddafi hanno stipulato un patto di ferro che non dimenticano mai di sottolinearlo. E’ rimasta celebre una scena durante un loro recente incontro tenuto a Tripoli, in cui si vede il nostro capo del governo che bacia la mano del dittatore nord africano. Una scena disgustosa.
Questa è la situazione: 245 uomini, donne e minori, che lentamente stanno morendo nel deserto libico e né la Farnesina, né Palazzo Chigi si muovono per cercare di risolvere questo dramma umanitario.
Come cittadino italiano mi vergogno per questo comportamento inumano del nostro governo.
I troppi interessi economici e non solo che il nostro Paese, attraverso il re Sole di Arcore, intrattiene con la Libia di Gheddafi, lasceranno al loro tragico destino queste persone.
Questa destra sempre in prima linea nel salvaguardare la vita quando si parla di embrioni e di feti, per questi paria umani, non trova spazio la loro pietà.
E il Papa!
Silenzio tombale su questa brutta storia, queste persone sono meno importanti di un cardinale che viene accusato di truffa, vedi il caso del cardinal Sepe, difeso pubblicamente e a spada tratta da Benedetto XVI.
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