Siamo all’uso più sfacciato del proprio ruolo istituzionale per i propri porci interessi.
Mentre nei Paesi più evoluti e civili le frequenze del digitale terreste, un bene pubblico, vengono messe all’asta, in Italia vengono date in uso praticamente gratis.
Grazie ad un presidente del Consiglio, che è anche ministro ad interim dello Sviluppo economico che ha competenza sulle Telecomunicazioni e quindi sul sistema radiotelevisivo, quest’asta non verrà fatta.
Siamo al più macroscopico conflitto di interessi.
Per fare un esempio, il governo Merkel in Germania ha messo all’asta le sue frequenze digitali ed ha incassato 4 miliardi di euro.
In un periodo in cui vengono chiesti sacrifici da lacrime e sangue ai cittadini, per non toccare gli interessi del re Sole di Arcore, lo Stato ha rinunciato ad un cospicuo introito.
Una cosa indecente.
Svegliamoci prima che sia troppo tardi, o forse lo è già.
Nessun commento:
Posta un commento