Dei sindaci leghisti, durante le celebrazioni del primo anniversario dell’istituzione della provincia di Monza, si sono tolti la fascia tricolore e hanno abbandonato il gruppo delle autorità prima che la banda musicale intonasse l’Inno di Mameli.
Se ne sono andati, chi a chiacchierare con amici, chi a fumarsi una sigaretta!
Credo che questi esponenti leghisti siano da cacciare. Non esiste al mondo un Paese dove dei responsabili istituzionali come i sindaci, possano comportarsi in modo così indecente senza che nessuna autorità dello Stato prenda dei provvedimenti.
Insultare l’inno nazionale, è come insultare i cittadini che credono ad un’Italia una ed indivisibile, come recita la nostra Costituzione che mi pare sia ancora in vigore.
Questi leghisti, che sono al governo a Roma da parecchio tempo, votano tutte le schifezze, le leggi ad personam che il re Sole di Arcore ordina loro con i vari: Bossi, Calderoni, Maroni e via cantando. Quando sono a casa loro, si comportano come dei “rivoluzionari da operetta”. Usano comportamenti ridicoli, che tra qualche tempo, quando questa sbornia passerà, saranno valutati per quello che sono: delle macchiette folcloristiche. Purtroppo la gente è assuefatta a questi comportamenti. Non reagisce.
In nessun Paese, un partito che è al governo nazionale con dei propri esponenti in ruoli importanti, si potrebbe permettere di sfregiare e offendere l’inno e la bandiera nazionale. Possibile che il prefetto di Monza, immagino sia stato presente alla manifestazione, non abbia avuto nulla da ridire sull’indegno comportamento di questi sindaci della Lega?
Esiste ancora il vilipendio ai simboli dello Stato?
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