martedì 13 luglio 2010

La verità del "ghe pensi mi"

Ecco delle statistiche rilevate dal blog dell’on. Antonio Borghesi di IDV e che fanno comprendere meglio di tante chiacchiere la situazione economica e sociale nel nostro Paese. Prendono in considerazioni gli anni che vanno dal 2000 al 2010. Premetto, per chiarezza, che in questi 10 anni, 8 ha governato Berlusconi, per cui questi numeri sono un risultato da attribuire principalmente alle azioni governative del re Sole di Arcore.
Il debito pubblico nel dicembre del 2000 era di 1.261,804. Ad aprile 2010 è di 1.812,790.
Il Prodotto Interno Lordo pro capite nel 2000 ci vedeva al 17° posto nel Mondo. Ora siamo al 28°. L’Italia 10 anni fa si trovava nettamente al di sopra della media europea. Ora si trova vicino alla media U.E. Per cui, fatta 100 la media U.E., da un valore di 116,9 siamo arrivati a 101,8. Per il periodo 2001 – 2009 l’Italia è, in assoluto, il Paese dell’U.E. la cui economia è cresciuta meno: appena l’1,4%, rispetto al 12,1% dell’U.E.
Nel 2003 il nostro indice di competitività nel Mondo ci vedeva al 41° posto. Ora siamo al 49°.
La popolazione a rischio povertà rimane invariata per tutto il decennio. La percentuale nostra è pari al 19%, superiore alla media europea che è del 17%. Per quanto riguarda i bambini, l’Italia, insieme alla Romania, ha un indice di povertà del 25%, mentre la media europea è al 18%. Per quanto riguarda gli anziani, mentre la media nell’U.E è al 19%, nel nostro Paese raggiunge il 22%.
La pressione fiscale nel 2000 era al 51,2%. Nel 2010 è al 51,6%. Siamo quinti nell’U.E. L’Italia è prima in Europa se si prende anche il dato dell’economia sommersa stimata che per definizione non paga le tasse.
Per la disoccupazione siamo al 9,1%, il dato più alto dall’aprile del 2004. Nell’estate del 2007 il livello di disoccupazione era del 6%.
All’inizio del decennio sulla “libertà di intrapresa”, eravamo al 20° posto su 45. Oggi siamo al 27°. Con un punteggio massimo fatto 100, l’Italia ha un misero 35, 16 punti in meno della Romania e 23 sotto la Bulgaria. Pertanto, l’economia italiana è meno libera anche con Paesi dell’ex blocco sovietico ed è distanziata di 40 posizioni dalla prima che è l’Irlanda con 74 punti. Siamo al 60° posto nel mondo su 157 Paesi, in compagnia dell’Uganda!
In una classifica dell’OCSE sui Paesi definiti “più diseguali”, l’Italia si colloca al 6° posto dopo il Messico, Turchia, Portogallo, Stati Uniti e Polonia. Il reddito del 10% dello strato più ricco della popolazione, è di 55.000 dollari e possiede il 47,5% della ricchezza finanziaria e immobiliare del Paese. Per contro, sempre in Italia, il reddito del 10% più povero è pari a 5.000 dollari, contro una media OCSE di 7.000 dollari.
Nel 2001 l’indice di corruzione in Italia ci vedeva al 21° posto nel Mondo. Ora siamo sprofondati al 63°, superati da Paesi come la Namibia, il Botswana, il Costa Rica, il Sud Africa e la Turchia. Secondo l’ultima relazione della Corte dei Conti, la corruzione in Italia costa ai contribuenti italiani, 60 miliardi all’anno!
Questi sono dei numeri inconfutabili. Le chiacchiere stanno a zero.
Chiunque può fare dei raffronti con il passato: si sta meglio oggi economicamente e socialmente, oppure dieci anni fa?
Noi cittadini vedevamo il futuro più ottimisticamente dieci anni fa oppure oggi?
Questi sono i risultati in questi anni di “ghe pensi mi” del re Sole di Arcore.
E’ buio nel nostro Paese.
E’ calata la notte sulla nostra Repubblica.

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