mercoledì 21 luglio 2010

Stalin e Berlusconi

Dedicato a Stalin: “Statista di rara capacità che conduce con responsabilità e lucida consapevolezza il Paese verso un futuro di donne e uomini liberi; che compongono una società solidale , fondata sull’amore, la tolleranza e il rispetto per la vita”; “che ha scelto di dare il proprio contributo mettendosi, con impegno e coraggio, al servizio del popolo sovietico perseguendo la sua missione di libertà”.
Il compagno Stalin è una “personalità dallo straordinario carisma, dotato di eccezionali qualità umane e imprenditoriali che con straordinaria lungimiranza e capacità ha reso l’Unione Sovietica grande nel Mondo”.
Stupefacente, chi legge pensa che siano le solite piaggerie in cui veniva fatto oggetto il dittatore comunista al tempo in cui dominava in Unione Sovietica.
Purtroppo non è così!
Le parole virgolettate sono state pronunciate lo scorso lunedì sera a Milano, durante la consegna di un premio a Berlusconi dal presidente della provincia Guido Podestà.
Basta sostituire Stalin con il re Sole di Arcore e Unione Sovietica con Milano e il gioco è fatto.
A questo punto mi viene in mente una frase del film: Il padre della sposa.
Quando il ragazzo si presenta a casa della sua fidanzata per conoscere i suoi genitori, il papà della futura sposa, vedendo il ragazzo tutto emozionato che cercava di rendersi gradevole ai suoi occhi, pensò mentalmente solo a due parole: lecca e culo.
Forse il presidente della provincia di Milano non ha visto questo film.
Solo qualche anno fa, nessuno avrebbe potuto immaginare che avremmo raggiunto un così basso livello di moralità e di dignità umana e politica.
Se qualcuno continua a chiamarci repubblica delle banane, qualche Paese che si riconosce in quella categoria, potrebbe portarci a giudizio davanti alla Corte Internazionale dell’Aia, perché paragonarci a loro potrebbe risultare insultante per quei Paesi.

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