giovedì 22 luglio 2010

Le menzogne sulle quote latte

Se chiedete a qualcuno non interessato direttamente della questione, sul problema delle quote latte e delle multe che dei produttori devono pagare all’UE per aver prodotto più latte rispetto alla quota loro assegnata di produzione, pochi conoscono la sua storia. Vediamo se possibile far chiarezza mettendo in fila i fatti.
Tutto nasce nel 1984 quando l’UE decise di assegnare delle quote di produzione di latte ad ogni Paese aderente. Così l’Italia chiese agli allevatori di fare un’autocertificazione sulla loro produzione. Parecchi, facendo i soliti furbi all’italiana, dichiararono il falso, per coprire il loro “nero” venduto illegalmente. Così la nostra produzione fu sottostimata , ma l’UE prese quel numero come corretto e così iniziarono gli “splafonamenti” dei grandi produttori dalle loro quote. Dopo anni di contenzioso con l’UE, intervenne la politica, in prima fila la Lega Nord. Spalleggiati da questi signori, per intenderci, quelli che usano lo slogan, “Roma ladrona”, si rifiutarono di saldare le multe dovute.
Bossi & C. pensavano, oltre che guadagnare i voti degli allevatori che si trovano al 95% al nord, che questa querelle finisse all’italiana, a “tarallucci e vino”. Ma l’EU non è un suk mediorientale. Chi ha sbagliato deve pagare. Ma visto che questi produttori disonesti, spalleggiati dai leghisti, non saldavano il loro debito con l’EU, l’Italia dal 1988 al ‘93 subì una sanzione con un taglio di finanziamenti europei di circa 1 miliardo e 900 milioni di euro, soldi di tutti.
Insomma, a causa di pochi furfanti l’Italia ha dovuto subire un primo salasso.
Nel 2003, sempre con il ministro Tremonti, l’Italia negoziò con l’UE la dilazione delle multe pendenti, affinché i produttore multati saldassero il miliardo di euro di sanzione in 14 anni senza pagare gli interessi.
Ma questi continuarono a fare orecchie da mercante, e non saldarono un bel niente.
E così veniamo a oggi.
Per difendere un centinaio di grandi produttori di latte sul cui capo va il 95% del totale delle multe da saldare, la Lega ha preteso che nell’ultima manovra finanziaria venisse accolto dal governo un emendamento che blocchi i pagamenti. La motivazione data è stata: perché lo Stato dovrà rifare i conteggi della quantità totale di latte prodotto nel nostro Paese.
Per cui è scattata, giustamente, la reazione dei produttori che avevano saldato tutti i loro contenziosi pagando negli anni, 2miliardi e 400milioni di euro per le multe e acquistare le quote per produrre di più.
Insomma, chiedono che siano restituiti i soldi a coloro che avevano regolarizzato la loro situazione mettendosi nella legalità, altrimenti verrebbero premiati i disonesti, che personalmente non chiamo furbi, con costi di immagine ed economici enormi per tutto il comparto agricolo.
Il commissario europeo, Ciolos, ha dichiarato senza giri di parole che, se l’Italia non salderà le vecchie multe, sarà nuovamente e pesantemente sanzionata.
Ed il costo per il nostro Paese sarà dell’ordine di qualche miliardo di euro.
Non male in questi periodi di magra.
E’ buio nel nostro Paese.
E’ calata la notte sulla nostra Repubblica.

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