venerdì 16 luglio 2010

Strade infinite. Chi ci marcia?

4 chilometri e 272 metri è la lunghezza di una strada la cui costruzione è iniziata 10 anni fa.
In questo lasso di tempo, sono stati costruiti 1452 metri, circa un terzo di tutto il tracciato, 145 metri e 20 centimetri l’anno. L’impresa costruttrice è l’Impregilo dei Benetton, Ligresti e Gavio. Il costo preventivo dell’opera era di 93 milioni di euro. Oggi è arrivato alla stratosferica cifra di 264 milioni. E certamente non sarà il costo definitivo. Qualcuno potrebbe pensare che tale opera preveda dei ponti, dei sovrappassi o sottopassi, dei viadotti, sia ubicata in zone disagiate, in montagna. Niente di tutto ciò. Questa tracciato si trova in una pianura praticamente libera da impedimenti. Qualcun altro potrebbe pensare che questa striscia d’asfalto sia in costruzione nel sud d’Italia, in terronia come la chiamano Bossi e compagni, dove sappiamo come vanno queste cose.
Invece non è così, questa strada è in costruzione nel profondo nord.
E’ nella statale 36 del Lago di Como e dello Spluga.
Personalmente non saprei se quest’opera era essenziale per la viabilità di quella zona. Credo che se è stata voluta e quindi progettata e iniziata, molto probabilmente quest’opera era ritenuta utile. Ma se era davvero utile, perché dopo 10anni i lavori sono solo ad un terzo del progetto dei 4272 metri previsti, con costi che nel frattempo si sono gonfiati a dismisura?
Da qualsiasi parte si prenda la questione, qualcosa non torna. Forse la magistratura dovrebbe ficcarci il naso e vedere se qualcuno ci ha “marciato” facendo gli affari propri a discapito di quelli pubblici.
Fino ad oggi pare non si siano trovati dei “colpevoli” per questi ritardi e questo incredibile spreco di denaro pubblico.
Ma veniamo più vicini a noi e precisamente a S. Vito al Tagliamento.
La popolazione locale aspetta una circonvallazione che si collegasse all’autostrada A4. dalla zona industriale (ZIPR), togliendo così il traffico pesante dal centro cittadino. Il primo progetto del tracciato risalente a qualche decennio fa, era orientato verso sud, e costeggiava il Tagliamento senza lambire o toccare zone abitate. Poi, inopinatamente, venne scelto un altro progetto che taglierebbe a metà una popolosa frazione come Prodolone. Già, scegliere un tracciato per una circonvallazione che passa attraverso delle zone residenziali, è una contraddizione in termini. Le circonvallazioni vengono costruite sempre fuori dai centri abitati. Altrimenti si sposta il traffico da un punto all’altro dal territorio, senza risolvere il problema.
Poi i costi. Diversi anni fa, sono stati stanziati per quest’opera, poco più di 20 milioni di euro, per i 5.400 metri del tracciato. Pare che già prima dell’inizio lavori, ci sia una lievitazione dei costi. Ma questo è tenuto volutamente nascosto. L’importante è cominciare, dicono coloro che premono affinché la costruzione di questa circonvallazione parta, i finanziamenti mancanti si troveranno strada facendo. Un metodo che garantisce che i tempi di costruzione di questa circonvallazione andrà alle calende greche e forse non si finirà mai.
E’ questo ciò che vogliono i sanvitesi?
Credo che i cittadini di S.Vito abbiano tutte le ragioni per incazzarsi contro la loro classe politica sia di destra che di sinistra che hanno giocato sull’argomento circonvallazione sulla loro pelle per decenni. Ma insistere sul tracciato prodolonese è da incoscienti per usare un eufemismo. I sanvitesi tutti, anche delle frazioni, hanno il diritto di respirare aria decente e senza il pericolo di venire investiti da qualche Tir.
Per cui deve essere risolto il problema del tracciato. Si risolverebbe riprendendo in considerazione il vecchio percorso a sud di S. Vito, troppo frettolosamente messo da parte. Secondo molti, il costo finale sarebbe pure minore. Quando un’opera pubblica ha una logica ed una sua ragione d’essere, i finanziamenti si trovano. Sicuramente.

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