Anche durante il cosiddetto raduno dei “popoli padani” tenuto recentemente a Venezia, il leader maximo Bossi, nel suo intervento conclusivo, come era già successo altre volte, si è dimenticato che nell’Italia settentrionale c’è anche la regione Friuli Venezia Giulia. Infatti, nel suo comizio, parlando della “padania” ha menzionato la Lombardia, il Veneto e il Piemonte dimenticandosi di citare il FVG. Per cui, è evidente che per il boss della Lega, il FVG non ha nessun peso ed è un chiaro segnale di marginalità della nomenklatura leghista della regione a livello nazionale.
I vari Fontanini, Pittoni, Narduzzi e compagnia cantando, non hanno nulla da ridire su questo fatto? Certo, la storia insegna, che chi critica e dissente dal padre padrone, va in disgrazia e si trova immediatamente fuori dal partito. E’ già successo a molti. Per cui i signori sopra nominati si guarderanno bene dal correggere il loro capo. E’ molto pericoloso. Per difendere la dignità del nostro territorio serve fegato perché si mettono a rischio le proprie comode poltrone. E così, anche in questa circostanza, tutti i dirigenti leghisti friulani presenti alla festa, secondo i resoconti dei quotidiani, non hanno sollevato il caso. Se ne sono stati zitti e allineati. E pensare che quando questi ometti sono tra noi in regione, si comportano come fossero dei Rodomonte senza macchia e senza paura.
Secondo Sciascia il mondo si divide in: uomini, mezz’uomini, ominicchi, piglianculo e quaquaraqua, in quale categoria mettereste questi dirigenti leghisti friulani?
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