Quanto è successo a Venezia nel raduno dei “popoli padani”, suscita scandalo e orrore per il comportamento dei supporters della Lega presenti e delle forze dell’ordine.
Il fatto.
Un gruppo di una decina di persone si sono presentate al raduno leghista con delle bandiere tricolori. Immediatamente sono stati circondati con fare minaccioso dai sostenitori della Lega. Gli hanno urlato tra varie trivialità gergali, di essere italiani e anche comunisti.
E’ evidente che per questi deficienti apostrofare qualcuno dandogli dell’italiano o del comunista è un insulto, un epiteto squalificante.
Mettere poi sullo stesso piano: italiano e comunista, è il massimo dell’imbecillità.
Comunque la storia continua.
Questo gruppo con le bandiere tricolori, tra cui c’era anche un consigliere comunale di Venezia eletto nel movimento 5 stelle di Beppe Grillo, è stato circondato dalle forze dell’ordine che gli hanno convinti ad andarsene perché era sconsigliabile rimanere per la loro incolumità, perché esibire il tricolore per i leghisti è una provocazione.
Proprio così: la nostra bandiera nazionale in Riva degli Schiavoni a Venezia era una provocazione. Per cui, dopo aver identificato questa decina di delinquenti che si sono permessi di sfilare esibendo il nostro tricolore, il gruppetto è stato di fatto cacciato.
Invece di fermare ed identificare chi insultava la nostra bandiera, i carabinieri hanno chiesto le generalità dei componenti di questo gruppetto!? Nel nostro Paese esiste ancora il reato di vilipendio alla bandiera? La magistratura non dovrebbe muoversi e possibilmente identificare chi ha profanato il nostro simbolo nazionale?
Chissà se in quel momento sul palco degli oratori stava parlando il ministro degli Interni, Maroni, un ministro della Repubblica che ha giurato sulla nostra Costituzione nelle mani del presidente della Repubblica Italiana con il tricolore alle spalle.
Per Maroni, Bossi e compagnia cantando, il giorno del giuramento del governo Berlusconi al Quirinale, dev’essere stato terribile, forse avranno sofferto anche di mal di stomaco visto che hanno dovuto sopportare l’umiliazione di giurare sulla Costituzione Italiana davanti al tricolore nazionale.
Svegliamoci prima che sia troppo tardi.
O forse lo è già.
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