Ho aspettato un’eventuale rettifica su una notizia apparsa sul Fatto Quotidiano.
Non è arrivata, per cui ritengo che quanto riportato dal giornale sia la verità dei fatti.
Nell’articolo in questione veniva riferito un “dialogo” tra un seguace di Fini ed altri del PDL.
La scena si svolse in Commissione Finanze del Senato.
Il senatore finiano, Maurizio Saia, racconta un aneddoto sulla vicenda dell’emendamento salva Mondadori. Per chi non ricorda, questa norma permette alla Mondadori di proprietà della famiglia Berlusconi, di pagare solo 8 milioni e 650mila euro per un contenzioso col fisco che, se la casa editrice avesse perso, avrebbe dovuto sborsare all’Erario, circa 350 milioni di euro. Senza dimenticare che il re Sole di Arcore si era impossessato della Mondadori attraverso la corruzione del giudice Metta estensore della sentenza, comperata dal suo avvocato, Cesare Previti, condannato al carcere per il reato di corruzione giudiziaria con sentenza penale passata in giudicato.
Ecco come si svolse la scena secondo il senatore finiano, Saia.
“Eravamo in Commissione Finanze, arriva Azzolini, e mi mette sotto il naso un testo incomprensibile: Firma! Ed io: Ma firma che cosa? Non capisco di che si parla…. E lui: Firma, firma!”. Saia racconta che leggendo la norma sente puzza di bruciato e non firma. Si trattava del famoso emendamento fiscale a favore della Mondadori: “Capito? Stiamo tagliando tutto e mi volevano far firmare un provvedimento che faceva perdere soldi all’Erario”. “Gli ho detto: Siete pazzi!”
“Arrivarono allora Gasparri e Quagliariello e incazzati neri mi dicono:”O firmi subito, o ti dimetti da relatore della legge! Fini è d’accordo…. Se vuoi fare politica devi avere pelo sullo stomaco”.
Saia poi dice che non si è piegato e continua: “Sono pronto a dimettermi anche subito, ma prima voglio parlare con Fini”. E così dopo aver rintracciato il suo leader al telefono gli chiese cosa fare. Lui mi rispose: “Non solo Berlusconi non gli aveva spiegato nulla! Ma mi raccontò che era ancora più arrabbiato, perché da lui era andato Ghedini, che gli aveva mischiato le carte in tavola senza dirgli cosa c’era in quella norma…”.
Ecco questi erano (sono?) i linguaggi e i rapporti personali nel “partito dell’amore”.
P.S. quando vedrete intervistare in TV (praticamente ogni giorno), Gasparri e Quagliariello, ricordatevi che questi due hanno il pelo sullo stomaco!
E’ buio nel nostro Paese.
E’ calata la notte sulla nostra Repubblica.
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