venerdì 19 agosto 2011

Alessandro Ciriani novello Torquemada

Ciriani, il presidente della provincia di Pordenone, è deciso a moralizzare la vita pubblica pordenonese. Dallo scranno provinciale bacchetta un po’ tutti coloro che non sono in sintonia con la sua visione politica. Nell’incontro di qualche giorno fa, davanti allo stato maggiore del PDL regionale, il Nostro ha bacchettato nientemo che il leader supremo: Silvio Berlusconi dandogli praticamente del bollito.
Poi sotto la sua lunga lente inquisitrice è passato il CdA del teatro Verdi di Pordenone, che ha sferzato duramente accusando i partiti di sinistra di spartirsi i ruoli di nomina pubblica e di essere pure degli spendaccioni.
Infine, è notizia di questi ultimi giorni, se l’è presa con gli organizzatori della rassegna libraria pordenonese di “Pordenone Legge”, accusandoli di essere esosi ricevendo per il loro impegno delle indennità troppo alte.
Insomma, questo Ciriani si sta rivelando un novello Torquemada.
Poi però se si va a fondo sulle questioni da lui sollevate ci si rende conto che sono sparate senza senso.
Classici ballon d’essai da politicanti.
Pensate, il presidente del Verdi prende 30 euro come gettone di presenza. La direttrice dello stesso teatro ha un compenso lordo annuale di 60mila euro. Per una manager che ha la responsabilità dell’amministrazione, dell’organizzazione e del cartellone della prosa, non mi sembra una cifra scandalosa.
E poi i 30mila euro lordi a testa ai tre organizzatori della rassegna libraria, diventata ormai un evento nazionale e internazionale, sembrano poca cosa.
Per cui Ciriani ha messo in piedi un vecchio teatrino politico.
Senza dimenticare che la provincia presieduta dal nostro eroe, organizzatrice della manifestazione culturale “Pordenone Pensa”, negli scorsi anni aveva pagato l’intervento del giornalista Mediaset, Mario Giordano, quasi 5mila euro per una serata, e questo è un cachet scandaloso.
E per finire non possiamo tralasciare i 120mila euro che la provincia di Pordenone presieduta da Alessandro Ciriani, per gli anni 2009/2010 ha pagato a TPN per dei servizi televisivi che definire istituzionali mi sembra un azzardo, ma che spesso in realtà apparivano delle “marchette” con servizi apologetici per il Nostro, pagate però con soldi pubblici.

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