giovedì 18 agosto 2011

Disastro carceri

Testo della mia Isola a TPN di mercoledì 17 agosto 2011

Si dice che la civiltà di un Paese si misuri sulla vivibilità delle loro carceri e le nostre, purtroppo, fanno semplicemente schifo.
I detenuti sono quasi 68mila, mentre potrebbero contenerne al massimo 44mila.
La maggior parte sono vecchie e fatiscenti.
All’interno si vive nella promiscuità più disumana.
Nei primi 6 mesi di quest’anno ci sono stati 34 suicidi e 532 tentati suicidi.
Il nostro sistema carcerario mette a disposizione di ogni detenuto 3 metri quadrati mentre l’Europa ci imporrebbe fossero 7 metri e mezzo.
Tutti i ministri della Giustizia succedutesi in questi anni avevano annunciato il loro bravo “Piano carceri”.
Il pen’ultimo, Alfano, aveva promesso per il 2012 , 17 nuovi penitenziari per 21mila nuovi posti. Ovviamente, tutto è rimasto nel libro dei sogni.
Se poi vediamo cosa sta avvenendo col nuovo carcere di Pordenone, viene da piangere. Politici di destra, di sinistra, di centro, di sotto e di sopra, da decenni stanno giocando con la vita di quei poveracci che sono obbligati a vivere in un carcere fatiscente, com’è il vecchio castello, adatto a contenere poco più di 40 detenuti mentre, normalmente, ne ospita più del doppio. E in Regione la situazione non cambia: attualmente, su un totale di 493 posti abbiamo 876 detenuti, un quarto dei quali tossicodipendenti.
Un vero inferno.
L’unico politico che si batte da sempre contro le nostre carceri illegali e criminogene è Pannella. Periodicamente fa lo sciopero della fame e della sete per sensibilizzare i cittadini su questo drammatico problema. Ma dopo qualche suo passaggio in qualche TG e qualche incontro col presedente Napolitano, tutto ritorna nel dimenticatoio.
Pannella per sfoltire la popolazione carceraria, chiede un’amnistia, ma ne sono già state fatte 30 in 60 anni, risolvendo poco o nulla,
incrementando però la convinzione che il crimine paga.
Insomma, la sensazione è di trovarci in un cul de sac.
Ma invece non è così, la soluzione c’è.
Ad esempio depenalizzando i reati minori, quei reati che creano poco allarme sociale abolendo quelle leggi populiste volute dal governo Berlusconi che hanno aumentato in modo vertiginoso la popolazione carceraria.
Come quello sulla clandestinità ed i reati collegati che produceva 10 – 15mila nuovi detenuti l’anno e che una direttiva europea ha poi depenalizzato.
Attualmente, nelle nostre prigioni, il 38% dei detenuti sono stranieri e quasi tutti extracomunitari.
E poi c’è la legge ex Cirielli, che ha introdotto tra l’altro nel nostro Paese la cosiddetta regola americana che vieta la sospensione esecutiva della pena e accedere così alle pene alternative, se il condannato ha già subito altre due condanne.
Tutto ciò indipendentemente dal tipo di reati commessi.
In pratica, un condannato per uno stupro ed una rapina a mano armata può godere della sospensione all’arresto. Se invece una persona subisce una condanna per un furto di una mela in un supermercato, una per guida senza patente e una per aver venduto un CD taroccato, deve finire obbligatoriamente in prigione. Il terzo reato commesso, qualunque esso sia, porta necessariamente in galera.
Una norma cieca, ottusa che non fa differenza tra delitto e delitto. Che non tiene conto della pericolosità sociale del soggetto.
E poi la legge sulle droghe, la Fini – Giovanardi, che associata all’ex Cirielli ha riempito le carceri di quasi 20mila tossici, tra consumatori e piccoli e grandi spacciatori.
Mentre per l’abuso d’ufficio la pena è stata ridotta a 3 anni con prescrizione assicurata per chi può permettersi dei buoni avvocati.
Così siamo all’assurdo che per un furterello in un supermercato si rischiano 10 anni e per un CD taroccato 5.
Ci si ritrova così col paradosso per cui reati di poco conto ma che vengono presentati di grave allarme sociale, mandano in galera i soliti poveri cristi, mentre se un politico, un pubblico ufficiale ruba milioni, se un ricco froda il fisco o falsifica bilanci, non rischia nulla mentre danneggia enormemente lo Stato impoverendolo e, lo vediamo proprio in questi giorni grazie a questi mascalzoni, il governo ha varato una manovra finanziaria di lacrime e sangue.
Per cui cancellare la ex Cirielli e altri tragicomici “pacchetti sicurezza”, alleggerirebbe di molto la popolazione carceraria.
Abbiamo 32mila detenuti che non possono accedere alle misure alternative al carcere, grazie a leggi stupide e demagogiche.
Mentre i ricchi ed i potenti che si possono permettere schiere di avvocati, non venendo mai condannati definitivamente perché regolarmente prescritti, possono delinquere all’infinito.
E allora bisogna uscire dal populismo della tolleranza zero verso i poveri cristi e perseguire e associare alle patrie galere i veri pericoli pubblici che sono i ladri di Stato, i corruttori, i grandi evasori, le mafie, le associazioni a delinquere come le P 3 e la P 4 che hanno e stanno depredando e scarnificando il Paese.
Solo così l’Italia ritornerà ad essere un Paese decente e civile.


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