In questi giorni, causa lo sciopero dei calciatori di serie A, il presidente della Lega Calcio, Beretta, è stato spesso sulle prime pagine dei media e così la sua figura è diventata nota al grande pubblico.
Ma pochi sanno che Beretta, capo del calcio professionistico italiano, è in pieno, clamoroso conflitto di interessi.
Beretta è un manager di Unicredit, la banca che possiede il 40% delle azioni della Roma Calcio.
E allora è evidente che quando prende delle decisioni come presidente di Lega, chiunque potrebbe sospettarlo di non essere super partes e di curare gli interessi della Roma.
Un conflitto di interessi così macroscopico, dovrebbe far decidere Beretta a rinunciare alla poltrona per un’incompatibilità imbarazzante.
Certo, nel nostro Paese ormai senza più etica e morale, queste mie considerazioni potrebbero apparire ingenue, ma se non cominceremo a ritornare un Paese eticamente normale, l’Italia non può che sprofondare ancora di più nel consesso dei Paesi di vecchia e nobile civiltà.
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