giovedì 11 agosto 2011

Costi della casta politica

Il testo della mia Isola a TPN di mercoledì 10 agosto 2001

E’ molto di moda dibattere sui “costi della politica” ed in genere, su questo argomento, la gente se la prende con le indennità ed i benefits dei parlamentari.
Certamente i privilegi scandalosi, il numero e gli stipendi dei parlamentari sono esagerati, e ne parlerò prossimamente in un’altra Isola.
Questa sera voglio parlare di altri costi, secondo me più scandalosi e che l’opinione pubblica non conosce o conosce meno: sono i costi delle società a partecipazione pubblica e delle caste politiche regionali.
Gli scandali sulla parentopoli romana ha reso noti gli emolumenti dei componenti dei CdA delle municipalizzate dei trasporti e della raccolta dei rifiuti urbani romani. Indennità da 400 /500 mila euro l’anno per i presidenti e a cascata per il resto dei CdA.
Poi ci sono i presidenti e componenti nominati nelle varie Authority che ricevono stipendi incredibili: vanno dai 280mila annui di Pizzetti, garante della Privacy, ai 512mila sempre annui di Catricalà, presidente dell’Antitrust. Mentre i semplici consiglieri dell’AGCOM, l’Agenzia per le Comunicazioni, ricevono un’indennità annuale di 400mila euro.
Naturalmente questi signori hanno anche altri benefits e auto blu a disposizione a go go.
Sono tutte prebende che superano lo stipendio del presidente degli Stati Uniti d’America che riceve 400mila dollari, meno di 300mila euro l’anno. Mentre il governatore della California che ha un Pil che la porrebbe al settimo posto nel mondo, ha un’indennità di poco superiore ai 160mila euro annui. Gli altri governatori americani ricevono in media circa 90mila euro sempre all’anno.
Non credo serva aggiungere altro.
E sempre a proposito di costi politici ecco un esempio dalla Puglia.
A suo tempo è stata approvata una legge regionale che prevede per i consiglieri regionali un vitalizio pari al 90% dell’indennità che è di 11.190 euro, ed è poi previsto un assegno di fine mandato pari ad un anno di indennità per un totale di circa 130mila euro.
E così abbiamo dei casi che vanno oltre il comune senso del pudore.
L’ex assessore Frisullo del PD, arrestato nell’ambito dello scandalo sanità in Puglia con l’accusa di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta, riceve da un anno circa 10mila euro mensili netti di vitalizio, ed ha incassato una buona uscita, dopo 3 legislature nel consiglio regionale pugliese, di circa 390mila euro.
Questa legge è farina del sacco del centrodestra di Fitto, l’attuale ministro, ma dopo 6/7 anni in cui governa il centro sinistra di Vendola, questa norma scandalosa non è stata abolita. Forse piace anche a Vendola?
In Sicilia, un ex burocrate regionale, riceve una pensione di 41.660 euro mensili, in forza ad una legge dei tempi di Cuffaro, che gli ha permesso di sommare il reddito da dipendente regionale a quello derivato di commissario dell’emergenza rifiuti della Sicilia, arrivando così a percepire una pensione di 1369 euro al giorno, vita natural durante!
Ma ora andiamo al nord.
E’ notizia di questi giorni, Giuliano Pisapia neo sindaco di Milano, ha rimosso dall’incarico tutto il CdA dell’Atm, l’azienda dei trasporti milanese.
Così son venuti a galla gli emolumenti dell’ex presidente, Elio Catania.
Lo stipendio di Catania era di 366mila euro annui. E questo signore fa pure parte dei CdA di Intesa S.Paolo e di Telecom e incassa altre centinaia di migliaia di euro. Ma non è ancora finita. Catania gode anche di una pensione Inps di oltre 12mila euro mensili!
Facendo un conto a spanne, Catania guadagnava all’anno quanto 4/5 parlamentari.
E di sig. Catania nel nostro Paese ce ne sono a migliaia!
Pensiamo a tutte quelle decine di migliaia (IDV calcola in 25mila) di grandi e piccole aziende pubbliche in cui i Comuni, le Province, le Regioni e naturalmente il Governo nazionale, hanno il potere di nominare i CdA.
E poi le migliaia di commissari straordinari perché nel nostro Paese l’emergenza è spesso la normalità, per cui vengono nominati dei commissari un po’ ovunque nel Paese con costi esorbitanti. Ad esempio, il commissario governativo per la costruzione della terza corsia sull’A4 di Autovie Venete ha un costo di 300mila euro l’anno. Fortunatamente i commissari nominati, Tondo prima ed ora Riccardi, hanno rinunciato alla indennità. Dobbiamo ringraziare il senso della misura di Tondo e di Riccardi per aver rinunciato a questa prebenda.
E così se sommiamo a questi costi, i 60 milardi annui della corruzioni come ha calcolato la Corte dei Conti, ed un’evasione fiscale annuale di circa 120 milardi di euro, ci rendiamo conto che è già un miracolo se il Paese è ancora in piedi.
Queste sono le vere emergenze del Paese.
Dobbiamo disboscare tutti questi privilegi, bloccare le ruberie, combattere veramente l’evasione fiscale, soli così possiamo ridiventare nuovamente un Paese democratico degno di questo nome.

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