venerdì 16 settembre 2011

L'Italia: un Paese di merda!

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 14 settembre 2011

Avvertenza per i telespettatori: quest’Isola non può che essere scurrile.
Quando 17 anni fa, Berlusconi entrò direttamente in politica dopo che il suo sodale Craxi fuggì latitante in Tunisia, disse: “L’Italia è il Paese che amo”.
Ora dice che “l’Italia è un Paese di merda”.
In questi 17 anni ha delegittimato e umiliato tutte le Istituzioni: dal presidente della Repubblica al presidente della Camera, dalla Corte Costituzionale alla Magistratura penale e civile, dalla Cassazione alla Corte dei Conti, dal Tar al Parlamento.
Ha definito i Pubblici ministeri: eversivi, sovversivi, peggio della criminalità.
Ha definito la magistratura come la mafia, cancro della società.
I giudici sono antropologicamente dei pazzi.
I giornali sono criminali.
L’opposizione è criminale.
Ha dato dei coglioni a chi votava centrosinistra
Ha corrotto dei magistrati tramite il suo sodale Previti sul Lodo Mondadori.
Ha corrotto un testimone: l’avvocato inglese Mills.
Ha corrotto la Guardia di Finanza.
Ha creato decine di società offshore per imboscare dei fondi neri per migliaia di miliardi di vecchie lire.
Ha cambiato la nostra democrazia in “Mignottocrazia”, come titola un libro del senatore tutt’ora nel PDL, Paolo Guzzanti.
Ha suggerito ad un faccendiere, Valter Lavitola, di non rientrare in Italia perchè non deponesse davanti ai magistrati.
Ha, come riferisce il suo avvocato Ghedini, ricevuto da luglio 2010 al gennaio scorso ben 1732 contatti telefonici una media di 10 telefonate giornaliere, con le ragazze che allietavano le sue serate, con magnaccia e con altri avanzi di galera.
Ha ridotto la nostra povera repubblichetta delle banane in braghe di tela.
E poi, il capolavoro: Brancher, un ex prete, ex manager Fininvest, ex ministro per 17giorni, nomina che avrebbe dovuto salvarlo dal processo per legittimo impedimento, condannato poi definitivamente a 2 anni di carcere e 4mila euro di multa per ricettazione e appropriazione indebita nel “caso Antonveneta”.
Il governo Berlusconi, il 14 gennaio scorso, ha istituito un nuovo ente denominato “Organismo di Indirizzo” con un fondo di dotazione di 160milioni di euro (320miliardi di vecchie lire) da distribuire ai comuni veneti e lombardi confinanti con le province di Trento e Bolzano e quindi in difficoltà con i privilegi che godono queste due province autonome.
E chi è stato nominato presidente della “Commissione di approvazione dei progetti”? Ma naturalmente il nostro Brancher.
Il sultano di Arcore, normalmente truccato come una vecchia matrona e che ha chiamato l’Italia “un Paese di merda”, ha messo a capo di questo organismo che distribuirà entro la fine dell’anno questa barcata di soldi, un pregiudicato, un malavitoso.
Questo è l’abisso etico, morale e politico che il sultano di Arcore ci ha cacciato.
Se fossimo cittadini con la schiena dritto.
Se avessimo un sussulto di dignità, dovremmo scendere in strada e cacciarlo con i forconi.
Gratificare l’Italia come un Paese di merda, anche se detta in una conversazione privata, offende tutti noi, cittadine e cittadini, ci sta dando praticamente dei “pezzi di merda”.
In un Paese minimamente civile, un capo di governo che usasse questi epiteti verso i propri giovernati verrebbe cacciato all’istante con una sollevazione popolare.
E noi?
Svegliamoci prima che sia troppo tardi.
O forse, purtroppo, lo è già.

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