La credibilità per un uomo di Stato è fondamentale.
Se un capo di governo o di Stato viene scoperto che ha mentito, nei Paesi civili viene cacciato a calci nel sedere.
Tutti ricordano l’ex presidente degli Stati Uniti, Clinton, che ha rischiato l’impeachement per aver mentito davanti al popolo americano sulla natura dei suoi rapporti con Monica Lewinsky
In questi giorni sono uscite sui media le intercettazioni su Tarantini.
Per coloro che ancora non conoscono pienamente la faccenda, spiego che Tarantini è un giovane imprenditore cocainomane barese che usava farsi spazio nel mondo, corrompendo chi era utile ai suoi sporchi disegni con delle prostitute di alto bordo.
E’ riuscito così ad entrare nelle grazie di Berlusconi, portando nelle residenze private del premier, “vagonate” di prostitute, avvicinando, attraverso lui, personaggi come l’ex capo della Protezione Civile, Bertolaso e dei top manager di Finmeccanica, un colosso industriale pubblico con 17 miliardi di euro di fatturato e 65mila dipendenti,
E ora andiamo al fatto che giustifica questa premessa.
In una conferenza stampa con il capo del governo spagnolo, Zapatero, tenuta alla Maddalena in Sardegna nel settembre del 2010, Berlusconi parlò di Tarantini come di una persona a lui totalmente sconosciuta, tant’è che sbagliò furbescamente il cognome chiamandolo Tarantino confondendolo con il regista americano, Quentin.
Ma dalle intercettazioni telefoniche emerge una verità completamente diversa.
Berlusconi da almeno tre anni ha un rapporto amicale molto stretto con questo magnaccia cocainomane. Si sentivano decine di volte al giorno per organizzare quelle serate eleganti come le chiama il Caimano, mentendo così spudoratamente agli italiani.
Questo semplice fatto è una delle tante prove provate che Berlusconi è un bugiardo. Ed io, in diretta su TPN, posso affermare che il mio presidente del Consiglio, il capo del governo italiano, è un mentitore, un bugiardo senza tema di smentita e senza che possa querelarmi per aver offeso un’istituzione. E’ semplicemente la verità dei fatti.
Naturalmente a differenza di altri Paesi dove un fatto del genere avrebbe costretto il mentitore a dimettersi immediatamente, da noi la frittata viene invece rovesciata: si accusano i giudici di aver intercettato illegalmente il capo del governo. Il fatto che Berlusconi abbia mentito agli italiani, non conta nulla. I suoi maggiordomi, i suoi servi si scagliano rabbiosamente contro i giudici rei di aver fatto emergere questa fogna maleodorante, grazie alle migliaia di telefonate intercettate. Dove il capo del nostro governo, anziché impegnarsi a risolvere i tanti e gravissimi problemi del Paese, passava il suo tempo sentendosi decine di volte al giorno al telefono con Tarantini per organizzare le sua serate, le sue nottate, con decine di mignotte.
Un fatto imbarazzante.
E qui vorrei smentire un’altra clamorosa menzogna. Quando i maggiordomi del sultano di Arcore vi dicono che queste sono intercettazioni illegali, perché non si possono intercettare le utenze telefoniche di Berlusconi, vi stanno imbrogliando.
I telefoni di Berlusconi, come di tutti i parlamentari, non possono venire intercettati senza l’autorizzazione del Parlamento.
Il sultano arcoriano è stato intercettato attraverso le utenze di Tarantini, di quelle prostitute che lo sollazzavano nelle sue serate eleganti e di altri avanzi di galera.
Purtroppo per lui e per noi cittadini italiani, il Caimano si circonda di squallidi personaggi che sono sotto indagine e quindi con i telefoni intercettati, ed è così inevitabile che quelle conversazioni siano registrate.
Un’ultima questione.
Alcuni si chiedono perché Berlusconi è stato rinviato a giudizio dal GIP di Milano assieme al fratello Paolo, con l’accusa di aver passato al quotidiano di famiglia l’intercettazione in cui Fassino, all’epoca segretario dei Democratici di Sinistra. Al telefono con Consorte impegnato nella scalata alla BNL, Fassino disse: “allora abbiamo una banca”; mentre, le intercettazioni tra Berlusconi e Tarantini vengono tranquillamente pubblicate nei media e nessun PM indaga per questo.
La risposta è semplice. La telefonata di Fassino quando è stata pubblicata dal “Giornale”, era ancora un atto segreto, non era stata neppure visionata dal PM che stava indagando su Consorte.
E’ stata sbobinata fraudolentemente e poi portata ad Arcore a Berlusconi che a sua volta l’ha girata al “Giornale” della famiglia che la pubblicò con un titolo in prima pagina a nove colonne qualche giorno dopo.
Viceversa, le intercettazioni telefoniche traTarantini, Lavitola e Berlusconi, sono atti giudiziari già depositati alle parti per cui sono atti pubblici quindi pubblicabili.
E così, coloro che dicono che nei casi Tarantini - Berlusconi e Consorte - Fassino sono stati usati due pesi e due misure, vi stanno imbrogliando, mentono, sapendo di mentire.
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