venerdì 2 settembre 2011

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 31 agosto 2001

Vi avevo promesso che sarei ritornato sui privilegi dei parlamentari e così questa sera voglio parlarvi dei vitalizi dei deputati e dei senatori.
Personalmente, li ritengo uno dei privilegi più scandalosi in questi tempi di gravi difficolta economiche.
Il 3 agosto scorso, l’on. Borghesi dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, ha presentato una “Proposta di Legge”dal titolo: DISPOSIZIONI PER L’ABOLIZIONE DEL VITALIZIO PER I PARLAMENTARI NAZIONALI E PER I CONSIGLIERI REGIONALI.
Questa proposta si propone di eliminare questo privilegio dei parlamentari ma anche dei consiglieri regionali.
E siccome le Regioni detengono la podestà legislativa in questa materia, un comma di questo Disegno di Legge prevede che, qualora dei consigli regionali decidessero di non abolire i loro vitalizi, lo Stato ridurrebbe i trasferimenti ordinari a quelle Regioni pari ai costi dei mancati risparmi.
Alcuni giuristi ritengono che la sopressione del vitalizio sia in contrasto con la Costituzione.
Mentre molti altri non sono di questo avviso.
Infatti, la Corte Costituzionale con una sentenza del 1994, ha stabilito che il vitalizio percepito dagli ex parlamentari e dagli ex consiglieri regionali viene a collegarsi all’esercizio di un mandato pubblico che ha connotazioni diverse rispetto alla pensione da lavoro. Per dirla in breve, il vitalizio non è inteso come una pensione che un normale lavoratore riceve dopo il suo percorso lavorativo.
Quindi, non ha natura previdenziale, che è irrevocabile una volta acquisito, ma una prebenda che rientra tra le indennità, quindi revocabili se il Parlamento decidesse di abolirlo.
Se la proposta di Italia dei Valori diventasse legge, il risparmio per l’erario sarebbe pari a circa 1.100 milioni di euro l’anno.
Il deputato nazionale per il suo vitalizio versa mensilmente 1.006,51, l’8,6% della sua indennità.
Dal regolamento del 30 luglio del 1997, il vitalizio decorre al compimento del 65°anno di età. Il limite diminuisce a 60 anni in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.
La proposta di Italia dei Valori propone che dal 1° gennaio del 2012 i contributi dei parlamentari relativi al vitalizio, siano trasferiti alla gestione separata presso l’Inps, per cui i parlamentari verranno equiparati ai lavoratori atipici e la futura loro pensione, e quindi non più vitalizio, sarà calcolata con il sistema contributivo, come dei normali cittadini.
E se la proposta dell’Italia dei Valori verrà accolta, dal 1° gennaio del prossimo anno, saranno soppressi gli assegni dei vitalizi ai parlamentari che lo ricevono ai quali verrà assegnata una nuova pensione la cui quantità sarà calcolata con metodo contributivo, per cui riceverebbero in sostituzione del vitalizio una nuova pensione calcolata sui contributi versati quando sedevano negli scranni del Parlamento o del consiglio regionale.
Non avremmo così personaggi che ricevono dei vitalizi di oltre 8mila euro mensili sommati da ex consigliere regionale e che da ex parlamentare.
Non avremmo più vitalizi di quasi 2mila euro mensili dopo un sol giorno da parlamentare.
Non avremmo piu degli ex parlamentari come Sgarbi che, dopo essere stato condannato per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato a 6 mesi di carcere, percepisce un vitalizio mensile netto di 8.455 euro.
Oppure l’ex ministro Prandini condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione per le tangenti all’Anas e percepisce un vitalizio mensile di 9.947 euro sempre al netto.
Insomma, se questa proposta diventasse legge dello Stato, oltre far risparmiare alle casse dello Stato, abolirebbe dei privilegi che di questi tempi sono davvero insopportabili.
Un’ultima considerazione.
Quando sentite degli esponenti del PDL e della Lega che si lamentano perchè l’opposizione non propone mai nulla, che l’opposizione è capace solo di criticare il governo, ebbene, in quel momento, vi stanno mentendo sapendo di mentire.
Si stanno comportando da cialtroni.
Questa proposta di legge sta li a dimostrarlo. Senza dimenticare che due mesi fa, IDV aveva presentato un Disegno di Legge che si proponeva di abolire tutte le province, ma che è poi stato cassato sia dal PDL, che dalla Lega, dall’UDC e anche dal PD con l’eccezione di qualche loro parlamentare dissenziente.
E questi sono fatti, le chiacchere stanno a zero.

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