venerdì 28 ottobre 2011

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 26 - 10 - 2011

Ci ricordiamo tutti i sondaggi di Berlusconi.
Ogni suo intervento si concludeva invariabilmente con questa frase: “Sono il capo del governo con il più alto gradimento nel mondo”.
Poi sparava cifre a casaccio, 70, 80% di gradimento.
Da qualche tempo non sentiamo più queste ridicole guasconate.
A dire il vero continua ancora con il vecchio, stupido e un po’patetico ritornello che “lui” è il più grande statista italiano di tutti i tempi, ma i sondaggi non li nomina più.
Ora il suo refrain è un altro. Quando qualcuno gli chiede di dimettersi per decenza, l’ometto risponde: “ho una maggioranza forte e coesa in Parlamento e governerò fino al 2013”.
E allora andiamo a vedere com’è forte e coesa la sua maggioranza parlamentare.
Dopo l’uscita dalla maggioranza di Fini, sembrava che il governo del Caimano fosse finito. I numeri davano ragione a chi vedeva vicina la sua caduta. Poi il 14 dicembre scorso, durante il famoso voto di fiducia, la maggioranza parlamentare berlusconiana vinse, mi pare, per tre voti.
Antonio Di Pietro tuonò che dei deputati erano stati letteralmente comprati dal sultano di Arcore, tant’è che fece un esposto alla procura di Roma per denunciare questo “mercato delle vacche”.
Ora il “Fatto Quotidiano” ha pubblicato delle interviste a dei deputati che hanno seguito Fini, quando il presidente della Camera è stato cacciato dal PDL.
Interviste sconvolgenti di onorevoli che hanno subito delle pressioni incredibili perché rientrassero nel PDL. Ad esempio, Aldo Di Biagio, deputato eletto per la circoscrizione Europa, racconta cosa ha dovuto subire prima del voto di fiducia del 14 dicembre.
Dice Di Biagio: una collega del PDL mi chiama al telefonino e mi dice che voleva parlarmi nel corridoio fuori dall’aula.
Nell’incontro, questa deputata, senza tanti giri di parole, gli dice: “Sai Aldo, da te ci aspettiamo un atteggiamernto serio e coerente. Guarda al futuro. Fatti una Fondazione e noi ti diamo 1 milione e mezzo di Finmeccanica”. Di Biagio risponde: “Mi dispiace ma la mattina voglio continuare a guardarmi allo specchio senza vergognarmi”.
A questo punto iI giornalista gli chiede perché non abbia denunciato il fatto alla Magistratura. Di Biagio risponde: “Non credo sia stato un caso che la proposta mi sia stata fatta in corridoio! Comunque il peso della mia parola è sufficiente a provare il “reato politico”.
Di Biagio poi parla di Luca Bellotti, un deputato che era passato con Fini ma che dopo insistenti telefonate notturne del coordinatore nazionale del Popolo delle Libertà, Verdini e dello stesso Berlusconi, è rientrato nel partito. La proposta indecente era: “Dicci cinque cose che desideri. Quale problema vuoi che ti risolviamo”. Dopo la fiducia, questo Bellotti è stato nominato sottosegretario al Welfare.
Berlusconi, di quella notte tra il 13 e il 14 dicembre prima del voto di fiducia, racconta: “Fini avrebbe fatto meglio a restare con noi perchè molti dei suoi sono pronti a far ritorno alla “casa madre”. Ho fatto incontri tutta la notte anche se avrei preferito incontrare belle ragazze”.
Poi, sempre sul “Fatto”, c’è un altro parlamentare che parla di questa storiaccia. E’ l’on. Aldo Muro sempre del partito di Fini. Anche lui racconta cose raccapriccianti. Verdini gli spara l’offerta indecente:
“ Dimmi cinque cose che desideri dopodichè mettici il timbro e considerale fatte. Vieni a vivere a Roma, tu fai l’avvocato. Ci penso io”. Ma anche Muro non cedette a queste proposte. Poi racconta di aver inviato gli auguri di Buona Pasqua a Gasparri, il suo ex capogruppo alla Camera.
E mostra al giornalista del “Fatto” la risposta sul cellulare di Gasparri: “ Altro che Buona Pasqua, sei un miserabile. Meriti tutte le disgrazie possibili e immaginabili. Vedrai che fine farai”.
Un linguaggio tipico del partito dell’amore.
Il giorno dopo la pubblicazione dell’intervista a Di Biagio sul “Fatto Quotidiano”, Verdini appena entrato nell’aula della Camera dei deputati, si scaglia come una furia contro lo stesso Di Biagio urlando: “Ti chiameranno i miei avvocati”. Di Biagio risponde prontamente: “Fai pure, porto al magistrato le registrazioni, che problema c’è?!”. A questo punto Verdini si blocca e dice:”Allora non ti querelo più, però sei un pezzo di merda”.
Anche questo è un tipico linguaggio del partito dell’amore.
Se oggi si conosce meglio questo mercato delle vacche è anche grazie alle rivelazioni di questi deputati
Questo è uno spaccato del livello della classe politica che ci governa.
Da tempo abbiamo toccato il fondo, ora stiamo scavando.
Ma la domanda finale è un’altra: noi oggi sappiamo con certezza che c’è stato questo vergognoso mercato, grazie a questi deputati che hanno rifiutato di vendersi. Ma allora, come cittadino, devo pensare che coloro che prima erano CONTRO il governo Berlusconi, e poi, all’improvviso, come folgorati sulla via di Damasco, si sono messi al servizio del Caimano salvando il suo governo, sono stati comperati come si usa con gli animali?
Io credo sia lecito pensarlo.

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