Berlusconi è andato a casa. Alleluia.
Per me che l’ho combattuto da sempre, è tempo di gioire.
Questo governo di imputati e indagati che ha portato il nostro Paese sull’orlo dell’abisso, ha dovuto andarsene a furor di popolo.
Secondo i sondaggi, il 75 / 80% degli italiani sono favorevoli al nuovo governo Monti.
L’uscita di scena del sultano arcoriano, con la gente che gli urlava buffone, mi ha ricordato un altro momento topico della nostra Repubblica: il lancio di monetine a Craxi all’uscita dall’Hotel Raphael a Roma.
Ma io non mi illudo che cacciato Berlusconi, l’Italia ritorni finalmente ad essere un Paese civile rispettato nel mondo.
Certamente, l’Italia non sarà più derisa in mondovisione.
Non sarà più emarginata dalle cancellerie europee e mondiali.
Il sultano di Arcore in questi due decenni ha fatto gli affari suoi e dei suoi famigli, senza occuparsi dei problemi di milioni di italiani che si sono impoveriti.
Ha portato l’informazione a dei livelli NON degni di uno Stato democratico.
C’è una convivenza civile da ricostruire.
Io sono caratterialmente un ottimista, ma sono molto pessimista che l’Italia possa voltare pagina entro breve.
Una ex maggioranza di maggiordomi non può fare riforme serie, anche con un governo guidato da una persona di qualità come Monti, anche perché un suo eventuale successo sarebbe una sconfitta per il Caimano
Il berlusconismo rapace soppravviverà a Berlusconi.
La malattia è diventata endemica nel Paese.
Il malavitoso, il faccendiere, le varie cricche che hanno razziato, malversato il Paese, l’evasore che ha esportato denaro nei paradisi fiscali, la xenofobia e il razzismo, la mancanza di senso etico e civico, e tanto altre deficienze, avranno ancora spazio nella nostra società, causa il berlusconismo trionfante di questi lunghi anni.
In questi due decenni, il Caimano ha messo nei gangli vitali del Paese uomini a lui vicini.
Personaggi che, anche con l’uscita di scena del loro boss, sono ancora lì.
Ci vorrà molto tempo per smantellare questa rete che soffoca la parte sana del Paese.
Un caso esemplare che supporta ciò che dico, è l’intercettazione di una telefonata tra il commissario Innocenzi dell’AGCOM, l’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, e il Caimano.
Questi, dopo aver strapazzato per bene, Innocenzi, la cui unica colpa è di non essere riuscito a far cacciare Santoro da Annozero, ha esclamato, vado a memoria: io ti ho messo lì; guadagni un sacco di soldi (400mila euro annui) e tu non riesci a fare ciò che ti ordino!
Un tipico dialogo tra servo e padrone.
Per cui: quanti personaggi simili Berlusconi ha inserito nei posti che contano, uomini che gestiscono la nostra vita sociale e politica?
Ma per capire fino in fondo la protervia del berlusconismo, bisogna guardare alla legge di stabilità: la legge approvata dall’ex maggioranza in tutta fretta sabato scorso per evitare il default al Paese.
All’interno di questa legge, con un blitz, è stato inserito un emendamento da parte del senatore della Lega, Massimo Garavaglia, che autorizza una spesa per 150milioni di euro.
Un fondo che si chiama: “ interventi urgenti finalizzati al riequilibrio socio-economico e allo sviluppo dei territori e alla promozione di attività sportive e culturali e sociali”.
Parole roboanti che nascondono una verità molto prosaica che si può sintetizzare semplicemente con due parole: LEGGE MANCIA.
Perché legge mancia?
Perchè è denaro pubblico assegnato ai singoli parlamentari che poi lo distribuiscono a loro insindacabile giudizio nel loro bacino elettorale, facendo in tal modo clientelismo elettorale.
Ad esempio, come scrive il Fatto Quotidiano, negli anni scorsi è stata finanziata, sempre con un’altra legge mancia, una scuola privata , la BOSINA di Varese, con 800mila euro. E sapete di chi è questa scuola? E’ della signora Manuela Marrone in Bossi, seconda moglie di Umberto e mamma del Trota. Come vedete, nella Lega fanno tutto in famiglia.
Siamo alla depravazione politica più smaccata.
Una manina leghista ha approfittato del fatto che bisognava approvare in tutta fretta la legge di stabilità, per infilarci l’ennesima porcata.
Per completezza di informazione il PD ha deciso di stanziare questi soldi pubblici per le popolazioni della Liguria e della Garfagnana, colpite dall’alluvione. Mentre IDV ha, come aveva già fatto negli anni passati, rifiutato di partecipare all’immondo banchetto destinando la quota di finanziamento di loro competenza alla riduzione del debito pubblico.
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