Quando chiudevo le mie “Isole” con: svegliamoci prima che sia troppo tardi, oppure, è calata la notte sulla nostra Repubblica, alcuni facevano un sorrisino di commiserazione. Altri non capivano. Altri ancora pensavano che io fossi troppo pessimista.
Ora, piano piano, la verità sta emergendo. Il Paese è fermo da 10 anni. Siamo, come si dice in questi casi, in braghe de tela. Siamo retrocessi in tutte le classifiche e se in Europa non avessimo la Grecia o il Portogallo, saremmo ultimi in quasi tutte.
Gli anni del berlusconismo trionfante hanno fatto precipitare il Paese in tutte le statistiche internazionali. Siamo precipitati verticalmente sulle questioni economiche – etiche – civili - politiche. Ad esempio, abbiamo delle consigliere provinciali e regionali, delle parlamentari nazionali ed europee che nel loro curriculum possono vantare solo una vicinanza PIU’ O MENO PARTICOLARE con il sultano di Arcore.
Sotto l’aspetto della legalità, in questi anni sono proliferate delle cricche malavitose che hanno scarnificato il Paese.
Ma com’è stato possibile che in questi lunghi anni il Caimano abbia potuto distruggere l’Italia, senza che i cittadini reagissero e lo cacciassero a pedate?
La risposta è semplice: grazie alla disinformazione e di una parte dell’opposizione che in diverse occasioni è stata collusa.
Senza un’informazione supina e venduta che descriveva un Paese inesistente, Berlusconi ed i suoi maggiordomi non avrebbero potuto portare l’Italia sulla soglia della deindustrializzazione, con le fabbriche che chiudono. Siamo ancora tra i Paesi più industrializzati del mondo, ma se non si blocca la china intrapresa nell’ultimo decennio berlusconiano, lo saremo ancora per poco.
Il Paese rischia di diventare un cimitero industriale, dove le erbacce copriranno i capannoni di fabbriche che un tempo non molto lontano erano vive e vitali e creavano benessere.
Mai, in nessun momento della nostra storia, un capo di governo italiano è stato deriso in mondovisione da un presidente francese e da una cancelliera tedesca, eppure, grazie alla disinformazione, il grave fatto è passato come fosse un attacco agli italiani, mentre lo sghignazzo era rivolto direttamente e solamente al Caimano.
Ora, con le dimissioni di Berlusconi, se il vento della verità tornerà a soffiare, finalmente potremo conoscere gli affari pubblici e forse privati che Berlusconi ha avuto con i vari Gheddafi, con Putin e altre personcine simili.
Forse conosceremo qualcosa di più sulle varie P3, P4, sulla Protezione Civile di Bertolaso, sulla cloaca che sta emergendo all’Enav e alla Finmeccanica, una delle più importanti realtà industriali italiane.
Forse capiremo perché la ricostruzione dell’Aquila non è praticamente partita. Forse capiremo, perché Berlusconi aveva una volontà quasi morbosa di costruire il ponte sullo Stretto di Messina.
Forse capiremo perché l’ex governo Berlusconi non ha mai voluto incontrare coloro che non vogliono la TAV e il tunnel di 55 chilometri in Val di Susa.
Forse capiremo meglio il capitolo ALITALIA.
E tanti altri fatti ancora oscuri.
E a proposito di disinformazione degna della Cina di Mao e dell’Unione Sovietica di Brezhnev, eccovi un caso da manuale ricavato dall’Espresso.
Circa un mese fa, giovedì 28 ottobre, il TG1 delle 20 apre con un’intervista a Berlusconi di ritorno da Bruxelles, dove aveva portato la lettera all’Unione Europea in cui venivano definiti gli impegni che il suo governo avrebbe realizzato per evitare il fallimento del Paese.
Sembrava una normale conferenza stampa: la giornalista faceva le domande e Berlusconi rispondeva.
Ebbene, era tutto finto, era come un set da soap opera.
La giornalista quando faceva le domande non aveva di fronte il Caimano, ma una sedia vuota e quando il Caimano rispodeva alle domande della giornalista, stava rispondendo davanti ad un’altra sedia vuota.
E’ successo questo.
Qualche ora prima, dei funzionari di Palazzo Chigi, avevano sgomberato la sala stampa invitando i cronisti accreditati ad uscire. Hanno poi fatto entrare da una porta laterale la giornalista del TG1 di Minzolini, la quale fa le domande in assoluta solitudine. Poi è stata fatta uscire e solo un’ora dopo è arrivato il Caimano che si è accomodato sulla poltrona riservata al presidente del Consiglio ed ha quindi risposto alle domande della giornalista, ovviamente anche lui davanti ad una sedia vuota.
Una sceneggiata che ha imbrogliato i poveri telespettatori del TG1, convinti di assistere ad una vera intervista.
Questo è un esempio della disinformazione berlusconiana e spiega con chiarezza come questo regime abbia potuto imbrogliare per tanto tempo molti ignari cittadini.
Oggi, forse, sulla nostra Repubblica sta ritornando un filo di luce.
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