Giovedì 2 febbraio scorso, la Camera, con un voto segreto vigliacco, ha votato a favore di un emendamento presentato dal leghista Pini sulla responsabilità civile dei magistrati.
Questo emendamento costringe il magistrato che sbaglia a rispondere in prima persona, non solo per DOLO E COLPA GRAVE, ma anche per MANIFESTA VIOLAZIONE DEL DIRITTO.
Mentre la norma attuale dice CHE E’ LO STATO CHE PAGA L’ERRORE GIUDIZIARIO, e se questo errore è dovuto per DOLO E COLPA GRAVE del magistrato, lo Stato poi SI RIVALERA’ SU DI LUI.
Ora, dunque, questo emendamento aggiunge anche la MANIFESTA VIOLAZIONE DEL DIRITTO e il magistrato dovrà rispondere in solido DIRETTAMENTE al cittadino che lo ha subito, non sarà più lo Stato che risponde in prima persona.
Messa così potrebbe sembrare un fatto positivo.
So che nel consueto sondaggio che TPN fa all’inizio del TG, proprio su questo argomento, la settimana scorsa l’85% di voi ha risposto che è cosa buona e giusta far pagare direttamente il magistrato che sbaglia.
Così come succede a tutti coloro che sbagliano nella propria professione come il chirurgo, l’avvocato, l’artigiano, l’ingegnere, eccetera, che pagano di tasca propria i loro errori.
Immagino, perciò, che molti di voi si siano fatti la domanda: perché mai i magistrati non dovrebbero sottostare a questa sacrosanta logica?
Alfano, l’ex ministro della Giustizia sulla questione ha dichiarato: “Chi sbaglia paga, quindi anche i magistrati”.
La Bongiorno invece dice che: “Il problema è giusto, ma parlare di manifesta violazione del diritto significa terrorizzare i giudici quando applicano la legge”.
Altri sostengono che la responsabilità dei magistrati ce lo impone l’Europa.
E allora vediamo di fare chiarezza.
Innanzitutto, l’Europa non chiede la responsabilità del singolo magistrato ma parla di “responsabilità degli Stati” che mi pare ben diverso.
In tutti il mondo civile sono gli Stati ad essere chiamati a risarcire le vittime degli errori giudiziari. Ovviamente, come ho detto poc’anzi, se poi il magistrato ha sbagliato per dolo o per colpa grave, lo Stato si rivalerà su di lui per recuperare il risarcimento liquidato alla vittima.
Naturalmente, il magistrato che ruba, ammazza o fa una rapina, sarà soggetto alle leggi civili, amministrative e penali, come un comune cittadino.
Ma ora vediamo con un paio di esempi perché ritengo l’emendamento approvato alla Camera, pericoloso per avere una giustizia più giusta.
Immaginate un processo civile in cui due contendenti chiedono un risarcimento. Entrambi pensano di avere la ragione dalla propria parte.
Entrambi, supportati dal loro avvocato, ritengono di avere la legge a proprio favore.
E’ chiaro, quindi, che la sentenza del giudice comunque scontenterà uno dei due.
Chi ha avuto torto penserà che il giudice abbia sbagliato.
Come abbiamo visto, qualunque decisione prenda il tribunale, lascerà comunque un contendente scontento.
E se tra i due contendenti, uno è un povero cristo mentre l’altro è un personaggio potente, come pensate che la maggior parte dei magistrati, CUI NON SI CHIEDE DI ESSERE DEGLI EROI, deciderà? Sicuramente, se le carte, le prove non sono così chiare, la sua decisione propenderà a favore del personaggio eccellente, per non ritrovarsi poi invischiato in un eventuale processo di risarcimento davanti ad una schiera di agguerriti avvocati.
Altro esempio.
Lunedì scorso è stata emessa dal tribunale di Torino una sentenza di condanna a 16 anni di carcere per i due titolari dell’azienda Eternit Italia di Casale Monferrato, una multinazionale dell’amianto ramificata in tutto il mondo.
Se fosse stata in vigore questa norma voluta dalla Lega, i magistrati che si sono trovati a giudicare se questo colosso mondiale, accusato di aver colpevolmente minimizzato la pericolosità dell’amianto causando così la morte a migliaia di persone, come si sarebbero comportati, sapendo che l’azienda potrebbe denunciarli chiedendo loro personalmente danni per milioni di euro?
Secondo me, avrebbero chiuso il fascicolo e le famiglie dei morti causati dall’amianto di Casale Monferrato non avrebbero avuto giustizia.
Per cui, è evidente che con questa nuova legge il semplice cittadino senza santi in paradiso, sarebbe ancora più disarmato davanti ad un tribunale di quanto non lo sia oggi.
Questa norma è un fucile spianato contro i magistrati.
Serve a intimidire quei magistrati che nonostante tutto vogliono che la legge sia uguale per tutti.
Insomma, questa legge puzza di imbroglio e di vendetta di una parte della casta politica, contro quei magistrati che non si fermano, che non si arrendono all’arroganza del potere e del denaro.
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