giovedì 23 febbraio 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 22 febbraio 2012

La Corte dei Conti ha lanciato per l’ennesima volta l’allarme: la corruzione in Italia ha superato abbondantemente il livello di guardia, ci costa 60 miliardi l’anno.
Se a questi aggiungiamo i 120 – 150 miliardi di evasione fiscale, c’è da chiedersi come sia possibile che il Paese stia ancora in piedi!?
Il 17 febbraio di vent’anni fa con l’arresto di Mario Chiesa, è cominciata l’azione giudiziaria denominata “Mani Pulite”, che ha fatto emergere quel cancro sociale che passerà alla storia come “Tangentopoli”.
La stragrande maggioranza dei cittadini era vicina ai magistrati del pool di Milano.
Uno dopo l’altro cadevano quei personaggi che stavano facendo affondare il Paese. Il nostro debito pubblico, non a caso, è cresciuto a dismisura proprio nel decennio antecedente “Mani pulite”.
E’ dagli anni della “Milano da bere” di craxiana memoria, che nasce quest’Italia corrotta, popolata da una fauna politica ed economica che si sente al di sopra delle leggi.
Ovviamente la corruzione, la malversazione, c’era anche prima di Craxi & Compagni, ma erano episodi e non un sistema politico.
Con “Mani pulite” finalmente gli intoccabili, balbettanti ed impauriti, sono stati chiamati da dei magistrati coraggiosi a rispondere delle loro ruberie.
Finalmente la legge era uguale per tutti, come prescrive la Costituzione. Sparì il pentapartito che occupava “manu militari” lo Stato, con la complicità del PCI.
Ma c’era chi non accettava il cambiamento e insinuava che Di Pietro e il Pool di “Mani pulite”, avessero volutamente risparmiato dalle indagini il PCI poi diventato PDS. E’ una balla clamorosa. Molti dirigenti comunisti finirono alla sbarra. Un nome su tutti, Greganti, il famoso compagno G, condannato e spedito in galera per anni.
Poi entrò direttamente in campo Berlusconi e l’aria cambiò.
E le televisioni ed i giornali berlusconiani che prima inneggiavano e sostenevano il Pool di Milano, incominciarono una campagna forsennata contro la magistratura.
E qui ebbe inizio la vera maledizione che ha colpito il Paese.
Se infatti la classe politica ed economica non rispetta la legge e mostra disprezzo per la magistratura, come si può pretendere che i normali cittadini abbiano rispetto per le regole della convivenza civile?
Nessuna classe dirigente degna di questo nome può delegittimare la magistratura. Invece questo è accaduto e da qui nasce la nostra discesa nell’inferno dell’inciviltà.
Ormai siamo più vicini alle leggi della giungla che figli di uno Stato di diritto.
E così non riusciamo più a comprendere come un presidente della Repubblica tedesca, che si dichiara pure innocente, si dimetta per aver ricevuto un prestito da un imprenditore amico e minacciato il direttore di un importante giornale per non far pubblicare il fatto. E la cancelliera Merkel possa dichiarare che tutto questo è “la forza dello Stato di diritto. Tutti sono uguali davanti alla legge”.
Invece per molti nostri connazionali che hanno vissuto questi vent’anni berlusconiani, questo fatto sembra incredibile.
Da noi Brlusconi può affermare senza imbarazzo che è una vergogna continuare il processo Mills dove è imputato di corruzione di testimone, perchè tra breve scatterà la prescrizione.
E che, quando la procura di Roma chiede il suo rinvio a giudizio per evasione fiscale sul caso “Mediatrade” dichiara: “un processo che la procura sa benissimo che non potrà mai fare per prescrizione”.
Per molti cittadini tutto ciò è normale.
NO!! NON E’ AFFATTO NORMALE.
Io voglio sapere se Berlusconi ha pagato un teste perché mentisse. Se ha evaso il fisco. Se va a letto con una minore.
E’ un mio diritto.
Se vivessimo in un Paese normale, non sarebbe lui a scegliere se candidarsi o meno a premier alle prossime elezioni politiche.
Sarebbe semplicemente un uomo politico impresentabile.
E poi un particolare che pochi sottolineano.
Chiunque può rinunciare alla prescrizione.
Berlusconi, che tuona di essere innocente, dovrebbe rinunciare alla prescrizione e chiedere che la magistratura vada fino in fondo. Se io fossi accusato di qualche reato grave e so di essere innocente, correrei dal magistrato per farmi processare e chiarire del tutto la mia posizione.
Naturalmente questo comportamento lo puoi tenere se sei davvero innocente.
Invece, il Caimano negli ultimi anni non ha fatto altro che varare leggi per salvarsi DAI PROCESSI e non NEI PROCESSI pagando i migliori avvocati sulla piazza per farli durare il più a lungo possibile e guadagnare così la prescrizione.
E allora è lecito pensare che Berlusconi non sia innocente come dice, altrimenti non si spiegherebbe perché si nasconda dietro a delle prescrizioni, dimezzate da una legge ad personam voluta da lui stesso.

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