giovedì 22 marzo 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 21 marzo 2012

In Italia, stanno emergendo fatti corruttivi che fanno accapponare la pelle.
Siamo tra i Paese più corrotti del mondo.
Per convincersi basta leggere i dati della Corte dei Conti e dell’Ocse.
La corruzione politica è arrivata ad un livello tale che chiunque abbia a cuore le sorti di questo Paese, non può che mettere questa piaga come la priorità delle priorità.
Mazzette e regalie varie, sono ormai la normalità per chi può decidere l’aggiudicazione di un appalto, far costruire un palazzo o un centro commerciale.
Come scrive Serra, siamo davanti ad una grande catastrofe etica.
Questo Paese è in ginocchio a causa della corruzione.
Quando si parla di crisi economica viene ricordata la Grecia.
E a riguardo ecco cosa scriveva del suo Paese Alexis Papahelas, direttore del quotidiano greco Kathimerini, quasi 2 anni fa: “Le misure di austerità, inevitabili e necessarie sono irrealizzabili senza una democrazia funzionante e una classe politica incorrotta. Ambedue le cose mancano alla Grecia, a causa di una storia postbellica caratterizzata da profonda sfiducia nello Stato e da una cultura della legalità inesistente”.
Come vedete, sono concetti che si adattano perfettamente all’attuale situazione politica, sociale ed economica dell’Italia.
Monti può continuare a riempire di tasse gli italiani, ma se non combatte a fondo il cancro della corruzione che sta divorando il Paese, l’Italia non si salva.
Altro che abolire l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Non è quella garanzia che allontana gli investitori, anche stranieri, ma la mancanza di etica pubblica.
Lo stesso Monti dice che il primo problema che sollevano i leaders stranieri non è più la messa in sicurezza dei conti pubblici, ma la nostra riluttanza a varare una nuova ed efficace legge anticorruzione.
Nel 1999 il Parlamento europeo ha votato una Convenzione contro la corruzione perchè: “la corruzione rappresenta una minaccia per lo Stato di diritto, la democrazia e i diritti dell’uomo, mina i principi di buon governo, di equità e di giustizia sociale, falsa la concorrenza, ostacola lo sviluppo economico e mette in pericolo la stabilità delle Istituzioni democratiche e i fondamenti morali della Società”.
La scorsa settimana questa Convenzione è passata finalmente al Senato, ma se poi verrà approvata anche dalla Camera dei deputati, è necessario adeguarla al nostro ordinamento. Se ci sono voluti 13 anni per recepirla, chissà quanti altri anni serviranno per armonizzarla con le nostre leggi.
Anche perchè le leggi su questa questione si fanno sotto ricatti incrociati.
Come il PDL che dice al PD: se vuoi che annulliamo la legge sulla responsabilità civile diretta e personale dei magistrati, una legge che non esiste in nessun Paese europeo, dobbiamo cambiare il reato di concussione che salvi il Caimano dal processo Ruby.
Non credo che questo Parlamento, con tanti parlamentari indagati per corruzione, possa licenziare leggi utili per contrastarla nel Paese.
E’ come se le norme per combattere la mafia le proponesse Totò Riina.
Non mi pare credibile!!

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