giovedì 24 maggio 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 23 maggio 2012

Non ne posso più, non sopporto più la Lega.
Per anni i leghisti hanno degradato e devastato lo Stato.
Hanno usato espressioni scurrili contro il tricolore; hanno abbaiato contro l’Unità nazionale; Bossi, da ministro ha usato il dito medio e le pernacchie per esprimere i suoi alti pensieri; hanno berciato frasi xenofobe e razziste contro i meridionali e gli immigrati; hanno minacciato di sparare ai giudici; volevano prendere le impronte digitali ai bambini Rom; si rifiutavano di dar da mangiare ai bambini nelle mense scolastiche, perché i loro genitori erano quasi tutti extracomunitari che non potevano pagare la mensa.
Insomma, espressioni e metodi da partito xenofobo e razzista.
Senza dilungarmi poi, al cosiddetto “familismo amorale” di Bossi da cui emergono fatti da imbarazzare chiunque abbia un minimo di etica pubblica.
E questi fatti che vi ho appena elencato, sono solo una minimissima parte delle “prodezze” cui ci ha fatto assistere in questi lunghi vent’anni la Lega Nord per l’indipendenza della padania.
Ebbene, un partito con questo background, la scorsa settimana si è superato.
Il suo assessore regionale Seganti, ha deciso di togliere il finanziamento al film che il regista Marco Bellocchio sta girando in regione ispirato alla vicenda di Beppino ed Eluana Englaro.
Una storia tragica che ha diviso il mondo civile, politico e religioso.
E quale stupido escamotage ha ecogitato l’assessore leghista Seganti per scippare i 130 mila euro assegnati dalla Film Commission del FGV, una commissione regionale che assegna dei fondi per sostenere dei film basati su storie locali e girati in regione? Ha dirottato in un altro capitolo di spesa i fondi destinati a questo organismo regionale, lasciando così la Commissione senza un euro, bloccando così di fatto il finanziamento al film di Bellocchio, ma anche ad un film che sta girando in regione il premio Oscar Tornatore, a cui erano già stati assegnati altri contributi.
La Seganti giustifica questo abuso, perché di questo si tratta, perché aveva l’obbligo di far rispettare l’Ordine del Giorno votato in Consiglio regionale. Un OdG in cui veniva chiesto che il film di Bellocchio NON venisse finanziato dalla Film Commission perché quest’opera cinematografica si ispirava alla vicenda di Eluana Englaro e della sua morte avvenuta in una struttura sanitaria privata di Udine.
Una bugia colossale. Una stupidaggine.
Un Ordine del Giorno non ha forza di legge.
Spesso in Parlamento e nei Consigli regionali in cui si legifera, gli OdG votati a maggioranza non vengono rispettati.
Serve pure ricordare che la Commissione regionale che decide quali film sostenere economicamente, è un organismo del tutto autonomo rispetto alla Giunta e al Consiglio regionale e che di conseguenza nessuno può interferire sulle sue scelte.
Invece la Seganti è entrata a gamba tesa, anche se sapeva che stava violando le regole.
Ma chi se ne importa.
L’importante è dimostrare, agli elettori contrari alla scelta dei magistrati di lasciare andare al proprio destino la povera Eluana, che la Lega è con loro. Che la Lega è per la vita, questo è il suo spudorato messaggio.
Quella stessa Lega che non rispetta i diritti umani, che ha lasciato morire donne, uomini e bambini sul Canale di Sicilia, quando li respingeva, mandandoli a morte certa, verso la Libia di quel macellaio di Gheddafi, in questo caso diventa paladina della vita umana.
Quanta ipocrisia. Quante faccie di bronzo.
E poi il presidente Tondo, cuor di leone, che a suo tempo si era battuto per far cessare l’inutile accanimento terapeutico su Eluana, su questa scelta dell’assessore Seganti dichiara pilatescamente: “Ci sono cose più importanti che finanziare film in questo momento. E qui mi fermo”.
Poi quando il clamore su questa vicenda esplode, Tondo cambia tono e dice: “Ci metterò le mani”
Questa è la politica politicante.
Per avere delle possibilità di venire rieletto presidente nel 2013, Tondo deve avere il sostegno della Lega e pure dell’UDC, e così non si è fatto scrupolo nel difendere la scelta della Seganti.
Per una sua rielezione si è rimangiato quello che gli dettava a suo tempo la sua coscienza e il suo passato di laico socialista.
Questi sono i metodi che allontanano sempre più i cittadini dai partiti e dalla politica.
Quando non ci si fa scrupolo a rispettare le proprie convinzioni, per un pugno di voti, l’elettore che ha ancora una visione della politica alta, si allontana da questa miserabile politica.
Mentre, invece, chi è meno preparato. Chi segue distrattamente la vita politica e sociale, segue il pifferaio magico di turno che gli offre soluzioni facili a problemi ben più complessi.

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