sabato 19 maggio 2012
Testo della mia "L'Isola" a TPN del 16 maggio 2012
Circa due mesi fa, esattamente martedì 27 marzo, dopo aver letto che il weekend precedente, il presidente Tondo aveva ospitato privatamente il senatore del PDL, Dell’Utri, ho inviato una mail personale al presidente della Regione per evidenziarle la mia contrarietà a questo incontro conviviale.
E visto che dopo tutto questo tempo, Tondo o il suo ufficio stampa non si sono neppure degnati di rispondermi, ho deciso di renderla pubblica perché possiate dare un vostro giudizio.
Ecco il testo:
“Caro Tondo,
ho letto con sgomento sul Messaggero Veneto che venerdì e sabato scorso ha ospitato, pranzando e cenando assieme, Marcello Dell'Utri, un pregiudicato.
Dopo che la Cassazione ha annullato a Dell'Utri, la sentenza della Corte d'Appello di Palermo che lo aveva condannato a 7 anni di carcere per "concorso esterno in associazione di stampo mafioso", rimane comunque sempre valida la sentenza di 1° grado in cui è stato condannato a 9 anni di carcere per la stessa accusa.
Se non scatterà la prescrizione, un'altra Corte d'Appello di Palermo rifarà un nuovo processo.
Ma non sono "solo" queste le pendenze giudiziarie del Nostro. A suo tempo aveva patteggiato una pena di 2 anni e 3 mesi di carcere per frode fiscale.
Ecco, caro Presidente, per una questione di cautela Lei come rappresentante di tutti i cittadini di questa regione, non dovrebbe tenere rapporti di questo tipo con questi soggetti. Non credo che avere questi rapporti amicali con chi ha questa storia processuale, sia rispettoso verso quei cittadini che vivono con difficoltà questi tempi in cui l'illegalità domina incontrastata.
Nessuno può dire alla luce della sentenza della Cassazione che Dell'Utri sia un mafioso. Ma certamente le sue frequentazioni con boss mafiosi sono state accertate. Ed è sempre lui che ha dato dell'eroe ad un capomafia come Mangano. Insomma, caro Tondo, Lei è un'Istituzione e rappresenta tutti i cittadini della regione, non solo i pidiellini.
A questo proposito, è sconcertante quello che pochi giorni fa è accaduto a Sacile durante la visita del maggiordomo di Berlusconi, pardon, del segretario del PDL, Alfano.
Quando dai microfoni, Alfano ha ricordato la decisione della Cassazione di annullare la sentenza di condanna a Dell'Utri, è esploso un boato di soddisfazione tra i partecipanti all'incontro, tra cui i massimi rappresentanti regionali del Suo partito .
Personalmente questo comportamento mi ha lasciato un senso di nausea.
Ecco perché mi da un grande fastidio che Lei abbia ospitato un tale individuo.
Ci sono dei limiti etici che non possono essere superati. E ci sono comportamenti che non possono essere accettati in un Paese civile.
Lei è la massima Istituzione della mia regione e dovrebbe scegliere con più senso etico i propri ospiti. Il Suo comportamento giustifica gli applausi scroscianti pro Dell'Utri di Sacile”.
Ovviamente questa mail è stata inviata a Tondo prima che uscisse la motivazione della sentenza, che ha poi rinviato ad un nuovo processo d’Appello Dell’Utri.
Ora però la conosciamo. Nella sentenza della Cassazione è scritto a chiare lettere come Dell’Utri sia stato per diversi anni il tramite tra la Mafia siciliana e Silvio Berlusconi. Che Berlusconi tramite il suo braccio destro Dell’Utri ha pagato regolarmente Cosa Nostra non solo per tutelare se stesso e la sua famiglia, ma che era, così scrive la Cassazione, “finalizzato alla realizzazione di evidenti risultati di arrichimento”.
E allora caroTondo, non trova, anche alla luce di questi fatti, che un po’ di cautela da parte sua era assolutamente necessaria.
Credo che la disaffezione di molti per la politica, come pure il successo di liste civiche e del Movimento 5 Stelle di Grillo, sia dovuto anche a questi comportamenti incoerenti, per usare un eufemismo.
A bei tempi in cui si diceva che il “Furlan a l’è salt, onest e lavorador”, un politico friulano non avrebbe potuto mantenere rapporti così stretti con chi puzza di mafia come Dell’Utri, senza rischiare di venire espulso dalla politica e messo ai margini anche dalla nostra società civile.
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