giovedì 25 ottobre 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 24 ottobre 2012

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Qualche giorno dopo che la Cassazione aveva rinviato Marcello Dell'Utri ad un nuovo processo d'appello, dopo la condanna a 7 anni di carcere per mafia, il senatore siciliano è stato ospite del PDL del FVG.
Durante la tappa di Sacile ha incontrato al teatro Zancanaro i berlusconiani pordenonesi.
Quando ha fatto il suo ingresso in sala, Dell'Utri ha ricevuto una standing ovation che sottolineava la soddisfazione dei presenti per la sentenza della Cassazione che non lo ha spedito in carcere.
Quanto accaduto a Sacile, sfata il mito che considera la società civile, migliore di quella parte della classe politica corrotta ed eticamente impresentabile.
Infatti, lo stato maggiore del PDL regionale, assieme a una parte di cittadini elettori, ha applaudito con calore questo senatore che in un qualsiasi Stato con una civiltà decente, forse, ripeto forse, da tempo sarebbe ospite in un luogo dove il sole si vede a quadri e comunque, sicuramente non siederebbe più tra gli scranni del Senato.
Sempre Dell'Utri, in una intervista rilasciata la settimana scorsa a “ Il Fatto Quotidiano”, tra varie amenità, ne ha confezionata una davvero notevole.
Dopo aver dichiarato che bisognava chiudere con l'attuale PDL e creare una nuova Forza Italia, alla giornalista che gli chiedeva se questo basterà a ripulire l'immagine del PDL, il nostro eroe rispondeva così: “Non so, ma non possiamo arrenderci. E' un lavoro enorme, che non so neanche se mi sento di affrontare, ma è fondamentale migliorare la classe politica (Aiuto!) Vede che crisi morale c'è (doppio Aiuto!)? Bisogna formare nuove classi dirigenti, mettere in campo giovani (triplo Aiuto!).
Poi alla domanda della giornalista che gli chiedeva se avesse intenzione di ricandidarsi nuovamente al Parlamento per evitare un'altra volta l'arresto,
il noto statista risponde così: “Gliel'ho detto un paio di anni fa: io ho fatto politica per legittima difesa. E ora mi pioveranno addosso altri 50mila avvisi di garanzia. Può darsi che mi tocchi andare in Parlamento di nuovo. Io spero di no, ma non lo posso escludere”.
Questo è il personaggio che a Sacile è stato applaudito come una rock star dai dirigenti ed elettori del centrodestra del pordenonese.
Ma c'è un'altra intervista anche questa molto indicativa sui nostri tempi in cui si è perso il senso dell'etica pubblica.
In questo caso il protagonista è Renzo Tondo, il nostro governatore.
E' stata rilasciata lo scorso giovedì 11 ottobre a “la Zanzara”, un programma di Radio 24 dove Tondo, come riporta il Messaggero Veneto,
ha fatto delle affermazioni che dovrebbero far riflettere molti elettori del FVG.
Al conduttore che gli chiedeva se fosse giusto che il governatore della Lombardia, Formigoni, si dovesse dimettere per tutto ciò che sta emergendo nella sua Giunta, nella sua maggioranza e con lo stesso governatore lombardo indagato per corruzione, con intercettazioni che lasciano pochi dubbi sui comportamenti poco ortodossi del “Celeste”, Tondo risponde e si dice convinto che “FORMIGONI FA BENE A RIMANERE IN SELLA. AL SUO POSTO NON MI DIMETTEREI: INDIVIDUEREI QUATTRO, CINQUE MISURE DA ADOTTARE ENTRO IL TERMINE DELLA LEGISLATURA E POI ANDREI AL VOTO”.
QUESTE DICHIARAZIONI CI FANNO CAPIRE, PIÙ DI TANTI GIRI DI PAROLE, L'ETICA POLITICA CHE GUIDA IL NOSTRO PRESIDENTE.
Se per ipotesi, con Tondo presidente del FVG, venissero indagati e incarcerati alcuni assessori della sua giunta, una decina di consiglieri della sua maggioranza e lui stesso fosse indagato per corruzione, con intercettazioni che evidenziano rapporti ambigui con faccendieri a lui vicini e che si trovano in galera con pesanti accuse di corruzione, ora sappiano direttamente dalla sua voce cosa farebbe Tondo: rimarrebbe inchiodato alla poltrona come Formigoni.
Il presidente di un popolo che si vanta, GIUSTAMENTE, di essere “SALT, ONEST E LAVORADOR”, se si presentasse il quadro che vi ho appena illustrato, non si sognerebbe neppure di dare le dimissioni, e non chiederebbe nemmeno scusa ai cittadini per un minimo di onestà politica.
Sostenere come fa Tondo, le ragioni di Formigoni, che rimane vergognosamente incollato alla poltrona di presidente della Lombardia anche dopo la fogna sta emergendo, è davvero troppo.
Per dire, Maruccio, ex capogruppo di IDV nel Consiglio regionale del Lazio, di fronte a indagini della magistratura molto meno pesanti, si è dimesso nel giro di mezz'ora da ogni incarico di partito e da consigliere regionale.
La differenza di sensibilità istituzionale tra Formigoni e Maruccio, davanti ad una indagine giudiziaria, mi pare sia abissale.
Naturalmente questa riflessione vale per chi non è in malafede.
E sempre a proposito di etica politica, ecco un'ultima perla.
Dopo che il governo ha commissariato il Comune di Reggio Calabria,
Alfano, il segretario del Pdl, pardon, il segretario di Berlusconi, incredibilmente ha dato la propria solidarietà al sindaco pidiellino e alla sua giunta, mandati a casa perché il Comune era di fatto governato dalla n'drangheta, la mafia calabrese.
Questi pochi fatti dei tanti che potrei elencare, ci dimostrano cosa siamo diventati, eticamente, civilmente e tra breve anche economicamente: DEI SUDDITI DI UN PAESE DEL TERZO MONDO.
Praticamente, una repubblica delle banane.
Svegliamoci prima che sia troppo tardi.
O forse, purtroppo, lo è già



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